Scatta un’esercitazione a scuola: bimbo ucraino fugge terrorizzato

L’alunno era appena arrivato da Mariupol e al suono della sirena ha rivissuto l’incubo della guerra Polemica dei genitori, la dirigente replica: «Mi dispiace e mi scuso, toccava ai docenti rassicurarlo»
PINETO. A scuola scatta un’esercitazione antincendio con tanto di sirene e provoca il terrore in un alunno ucraino scampato alle bombe di Mariupol. Il fatto è successo mercoledì nel plesso della scuola primaria Calvano dell’istituto comprensivo Giovanni XXIII, scatenando l’indignazione di alcuni genitori e docenti. Proprio quel giorno un bimbo ucraino proveniente dalla città più martoriata dell’Ucraina era giunto nella classe terza del plesso per iniziare le lezioni insieme ai suoi coetanei. Allo scattare della prova di evacuazione, nell’udire le sirene ha urlato e pianto per la paura ed è scappato via dalla classe.
Un genitore, che si è fatto portavoce di diverse lamentele, ha affermato: «In mattinata qualcuno dalla scuola, insieme a un ingegnere del Comune, ha ritenuto di effettuare una prova d’evacuazione nell’edificio scolastico pur sapendo che c’era un alunno straniero al primo giorno di lezione. Il bambino è scappato e fortuna ha voluto che fosse bloccato da un’insegnante che. tramite la mediatrice culturale, lo ha fatto calmare facendogli capire cosa stesse succedendo realmente. L’episodio è stato riferito alla madre, che si è addirittura scusata dicendo: “Mi dispiace che mio figlio abbia pianto, nella sua città di Mariupol ha sentito molte esplosioni quindi si è spaventato». Un altro genitore ha aggiunto sul caso: «Bastava solo che si avvisasse l’insegnante del piccolo della prova d’evacuazione. La docente, a sua volta, avrebbe avvisato la mediatrice culturale che avrebbe tradotto al bambino cosa sarebbe successo in mattinata».
La dirigente scolastica dell’istituto Giovanni XXIII, Sabrina Del Gaone, ha dichiarato: «Mi dispiaccio fortemente per il disagio provato dall’alunno ucraino, ma le prove di evacuazione sono periodicamente svolte nelle scuole a sicurezza del personale e degli alunni. In questo caso, forse, al suono dell’allarme i docenti e collaboratori, come previsto per alunni disabili o con difficoltà, avrebbero dovuto e potuto accudire e rassicurare il piccolo per evitare che potesse collegare quel suono a un evento per lui purtroppo noto. Mi riservo di verificare l’accaduto e rinnovo le scuse della scuola per il disagio arrecato al piccolo ucraino».
I bambini e ragazzi ucraini ospitati nei plessi scolastici della città sono 15.
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