Scattano le autogestioni nelle scuole

Assemblee in vari istituti cittadini contro il piano del governo Renzi. Giovedì si svolgerà un corteo di protesta
TERAMO. Partono le assemblee autogestite negli istituti superiori teramani, in attesa del corteo, in programma per giovedì, per protestare contro il programma delgoverno Renzi “La buona scuola”. «I rappresentanti delle scuole superiori del Comune di Teramo, a seguito di diversi incontri, hanno constatato la necessità di dare adito a una protesta, prendendo posizione contro alcune proposte del documento di riforma dell’istruzione Renzi-Giannini, “la Buona Scuola”», si legge in un comunicato diffuso sui social network e rivolto a tutti gli studenti teramani. «Da una parte», prosegue la nota degli studenti, «il documento non prende in considerazione temi urgenti quali il diritto allo studio, dall’altra pretende di cambiare profondamente l’ossatura della scuola italiana, attraverso soluzioni fallimentari che non fanno che riproporre il concetto di una scuola finalizzata alla crescita economica».
Sono 27 i rappresentanti degli istituti teramani che hanno sottoscritto il comunicato, dando ufficialmente l’avvio all’autogestione. Le scuole coinvolte sono liceo classico europeo Delfico, liceo artistico, liceo scientifico Einstein, liceo scientifico “Delfico”, liceo Milli, istituto professionale Di Poppa-Rozzi, istituto per geometri, istituto Pascal e istituto Comi. Alcuni tra questi hanno già dato il via alle attività di assemblea autogestita, come il liceo scientifico Einstein dove ieri mattina è stato organizzato un sit-in che ha dato il via a tre giorni di autogestione con dibatti e spazi per informare sull’argomento, con tutta una serie di attività. Situazione simile al Classico, con altri tre giorni di autogestione mentre al Di Poppa, dopo un’assemblea svoltasi nella mattinata di ieri, si è optato per due giornate autogestite fino alla manifestazione di dopodomani.
E sono ancora altri gli istituti che in queste ore stanno decidendo se dare o meno la propria adesione alla manifestazione. «Gli scatti stipendiali dei docenti basati sul merito, sovrapposti a quelli per anzianità con un netto ridimensionamento di questi ultimi», si legge ancora nel comunicato, «degradano il ruolo dell’insegnante per mezzo della costituzione di un Nucleo di valutazione, creano un’agguerrita e malsana competizione tra i docenti, ripensano la scuola come istituzione dedita alla “produttività” formativa, anziché alla vera e propria formazione».
«Il falso mito della digitalizzazione», aggiunge la nota degli studenti, «a fronte di un’esaltazione del progresso informatico, rischia di trascurare e di volgere le spalle a quelle che sono le reali problematiche della scuola pubblica, come la penuria di materiale scolastico e di laboratori funzionanti. Il progetto di alternanza scuola-lavoro, inoltre, rischia di subordinare la didattica scolastica alle esigenze aziendali, senza formare realmente gli studenti».
Chiara Di Giovannantonio
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