Scavi, regole più severe contro le strade groviera

25 Luglio 2015

Il Comune impone alle società che bucano gli asfalti obblighi che fino ad ora non c’erano e cauzioni più alte: l’obiettivo è evitare i rattoppi-scempio

TERAMO. Chi rompe aggiusta bene o paga tanto. Finora non è stato così per privati e società di servizi, come Enel e Ruzzo, che scavano tratti stradali lungo i quali far passare condutture e cavi. Dopo gli interventi, infatti, sulle vie restano vistosi rattoppi, spesso mal fatti con materiali diversi rispetto a quelli del resto della superficie circostante, che creano sconnessioni fastidiose per il traffico e per i pedoni oltre che per l'immagine delle zone in questione.

Il regolamento presentato ieri mattina alla commissione lavori pubblici del Comune punta a risolvere il problema con l'introduzione di obblighi più chiari e stringenti a carico di privati e società che bucano le strade. Per prima cosa è richiesta un'autorizzazione preventiva rilasciata dall'amministrazione a chi deve fare lavori che comportino scavi. «Ora è una giungla», spiega il presidente della commissione Franco Fracassa, «ognuno fa a modo suo e gli effetti si vedono nei ripristini insufficienti». Nel regolamento, dunque, sono inserite schede che indicano con precisione i materiali e le modalità con cui sistemare le parti scavate. In molti casi, infatti, società e privati non ricostruiscono le pavimentazioni originarie ma si limitano a semplici gettate di asfalto o cemento che rovinano anche l'estetica delle aree coinvolte nei lavori.

La mancanza di cura nei ripristini dipende dal fatto che il Comune chiede per gli scavi cauzioni d'importo molto basso. «Le quote da versare all'ente come deposito sono ferma al 1998, quando c'era ancora la lira», osserva Fracassa, «e chi buca le strade preferisce perderlo piuttosto che farsi carico di opere decisamente più costose». Per disinnescare questo fenomeno, dunque, il regolamento aggiorna l'entità delle cauzioni. Le società come Enel e Ruzzo dovranno versare una quota fissa di 100mila euro, ma nel provvedimento sono elencate anche altre situazioni che comporteranno versamenti differenziati. Gli interventi lungo le strade asfaltate richiederanno un deposito di 160 euro al metro lineare, mentre per le superfici pavimentate con porfido o altri materiali pregiati l'esborso indicato è di 500 euro al metro.

«Se il privato o la società non realizzano i lavori di ripristino in modo adeguato», spiega Fracassa, «l'amministrazione tratterrà la somma versata a titolo di cauzione». Sui lavori vigileranno la polizia municipale e l'ufficio tecnico del Comune che verificheranno il rispetto delle prescrizioni dettate nei singoli casi.

Gennaro Della Monica

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