«Scelte offensive sullo Zooprofilattico»

19 Dicembre 2015

L’ex presidente Prosperi attacca la politica abruzzese. Intanto non arriva la nomina di Mattioli a dg

TERAMO. L’ufficializzazione della nomina di Mauro Mattioli a direttore generale dell’istituto zooprofilattico di Teramo ancora non c’è e sorge il dubbio che la fase di interlocuzione con il ministero della Salute, definita dal governatore Luciano D’Alfonso una mera formalità, sia invece uno scoglio duro da superare. Di sicuro da Roma hanno avviato a inizio dicembre la procedura di commissariamento dell’Izs e ogni giorno che passa senza l’annuncio del nuovo dg alimenta il sospetto che al posto di Mattioli arrivi un commissario.

Intanto sulle recenti vicende dell’istituto si registra un nuovo intervento di Santino Prosperi, ex presidente del cda candidatosi a ricoprire il ruolo di dg, ma escluso dalla rosa dei quattro concorrenti ritenuti idonei. «Ho sempre sperato che l'Abruzzo potesse scrollarsi di dosso la nomea della regione meridionale più a nord del Regno delle due Sicilie. Purtroppo i fatti accaduti negli ultimi 3-4 mesi riguardanti l'Izs di Teramo fanno ripiombare questa regione nel profondo sud. L'ultimo di questi eventi, la selezione degli idonei per la direzione generale, ne è un esempio emblematico». Prosperi obietta «sul fatto che diversi candidati siano stati ritenuti inspiegabilmente non idonei» nonostante i titoli vantati nel campo della sanità pubblica veterinaria. Cita i nomi (e i titoli) di Cinotti, Fiore e Caracappa e di se stesso.

«Poichè per aspirare all'idoneità bisognava avere una comprovata esperienza nel settore della Spv e della sicurezza alimentare, è difficile comprendere le ragioni» di tali esclusioni, aggiunge. «Anche perché, non esistendo una graduatoria, sarebbe stato sempre e comunque il presidente della Regione Abruzzo a scegliere come direttore uno tra gli idonei. Bastava applicare la legge e il buon senso. Era così complicato considerare idonei altri 6-8 colleghi che forse hanno i titoli? Che differenza fa? E' un problema di forma ma in tal caso la forma diventa sostanza, è anche un problema di stile! In tal modo si invoglia qualcuno a fare ricorso; questo per il modo come la politica ha offeso dei colleghi che per tutta la vita hanno studiato e fatto ricerca nel settore della sanità pubblica veterinaria e sicurezza alimentare. Personalmente mi riesce davvero indigesto non essere considerato esperto di Spv».

Prosperi conclude: «Mi auguro che vengano presto resi pubblici i criteri scelti per la selezione degli idonei. Spero che detti criteri, seppur confutabili, nulla abbiano a che vedere con scelte aprioristiche legate a interessi politici, locali o regionali».(d.v.)

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