Schiacciato dal camion che si sfrena

22 Aprile 2016

Imprenditore edile di Bellante muore a 64 anni davanti ad uno dei cinque figli nel tentativo di fermare il mezzo

TERAMO. Era al lavoro, come sempre. Perchè quell’impresa edile creata dal nulla e ora nelle mani di alcuni dei suoi cinque figli per lui era la vita. Anche ieri mattina Annunzio Sciarra, 64 anni, di Bellante, per tutti Nunzio, era nel cantiere: è morto schiacciato dal camion della sua impresa che si è sfrenato e che lui ha cercato di fermare prima che il mezzo piombasse sulla statale 80. Ed è la cronaca di un’altra tragedia sul lavoro quella che si srotola nelle immagini di via dei Falegnami, la strada della frazione di Villa Ardente dove l’ imprenditore è deceduto.

Sciarra e un figlio in mattinata erano arrivati nella zona, nel cantiere allestito in un’abitazione privata. Da poco avevano scaricato un escavatore dal camion che era stato parcheggiato sulla strada. Tutto è avvenuto in pochi istanti: l’uomo nel momento in cui è tornato per riporre degli attrezzi sul camion si è accorto che il mezzo si era messo in movimento sul tratto in discesa della strada. L’istinto è stato quello di mettersi a correre nel tentativo di bloccarlo.

Lo ha raggiunto, ma molto probabilmente l’imprenditore non si è accorto che il mezzo stava deviando verso il muro di una casa e quando ha cercato di aprire lo sportello della cabina di guida per salire è rimasto schiacciato. L’allarme è scattato immediatamente: i primi ad intervenire sono stati il proprietario dell’abitazione e il figlio che era nel cantiere. In poco tempo sul posto sono arrivate le ambulanze del 118 e i vigili del fuoco, ma nonostante la celerità dei soccorsi per l’uomo non è stato nulla da fare: è morto sul colpo.

Nella prima ricostruzione della polizia stradale di Teramo, intervenuta sul posto con il vice comandante Antonio Bernardi, la dinamica è così chiara che il pm Luca Sciarretta non ha ritenuto necessario disporre l’autopsia. Il sostituto procuratore ha però disposto il sequestro del camion che già nelle prossime ore sarà esaminato per capire se all’origine ci sia stato qualche guasto meccanico e poi sarà la relazione dei tecnici a spiegare il perchè di una tragedia. Una relazione che riempirà il fascicolo di un’inchiesta, ma che certamente non servirà a mitigare il dolore di moglie e figli. Quando sono arrivati in via dei Falegnami gli operatori del 118 li hanno dovuti soccorrere. Perchè il loro Nunzio, imprenditore che si era fatto solo, orgoglioso della sua impresa e della sua famiglia, un passato e un presente da alpino ( «si è alpini sempre» ripeteva agli amici), è morto schiacciato dal suo camion che si è sfrenato e lo ha schiacciato.

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