Schiacciato dal carroponte, 5 a processo

7 Giugno 2018

Tortoreto, due anni fa l’infortunio in cui morì il 36enne operaio, figlio dell’ex capo dei vigili urbani di Montesilvano

TORTORETO. Sarà un processo ad accertare se ci siano state responsabilità per la morte di Federico Agostinone, il 36enne operaio di Montesilvano che nel 2016 rimase schiacciato contro un carroponte mentre lavorava su un cestello elevatore a dieci metri di altezza. Così ha stabilito ieri mattina il gup Roberto Veneziano che ha rinviato a giudizio cinque persone responsabili a vario titolo di diverse società, tutte accusate di omicidio colposo. I familiari della vittima si sono costituiti parte civile.
La tragedia avvenne in un capannone lungo la Bonifica del Salinello a Tortoreto. Agostinone, figlio dell'ex capo dei vigili urbani di Montesilvano e papà di una bambina di otto anni, la mattina del 23 aprile di due anni fa era con un collega a lavorare nel capannone per conto della ditta di Montesilvano di cui era dipendente e che aveva ricevuto l'incarico di smontare le vecchie attrezzature dai locali nel frattempo passati ad una nuova proprietà.
Quel giorno tutto si consumò in pochi attimi. Secondo la ricostruzione fatta dalla Procura (il pm Laura Colica è il titolare del fascicolo) l’uomo era entrato nel cestello elevatore per salire fino a dieci metri di altezza e lavorare sul carroponte.
Nel frattempo, a terra, un suo collega manovrava il carroponte. Improvvisamente il cestello era andato a impattare contro la trave del carroponte. E il giovane operaio era rimasto schiacciato. Il primo ad intervenire era stato proprio il collega che si trovava a terra. Le sue urla avevano richiamato anche due persone che erano nelle vicinanze ed entrambi avevano scavalcato il cancello del capannone nel tentativo di soccorrere l’uomo. Nel frattempo il collega era salito su un altro cestello elevatore per raggiungere Agostinone, ma nonostante i soccorsi immediati per il 36enne non ci fu nulla da fare. E proprio per ricostruire nei dettagli la dinamica dell’ incidente il pm, nell’ambito delle complesse indagini preliminari, ha disposto una super consulenza, con la formula dell'accertamento tecnico irripetibile nel contraddittorio delle parti. Due i quesiti posti: verificare l'efficienza e il funzionamento dei mezzi coinvolti e chiarire, anche sulla base dei risultati dell'autopsia, la dinamica del fatto.
Inizialmente gli indagati erano sette, sempre responsabili a vario titolo di diverse società. Nel corso delle indagini preliminari le posizioni di due sono state stralciate. A chiusura delle indagini preliminari e dopo la riconsegna della super consulenza affidata dal pm a Faustino Colarusso, il sostituto procuratore ha chiesto ed ottenuto cinque rinvii a giudizio. La prima udienza del processo si terrà il 5 ottobre.
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