Schiaffi all’alunno, assolta la maestra

L’insegnante denunciata da una mamma, ma in aula tutti gli altri genitori l’hanno difesa. Il giudice: accusa non credibile
TERAMO. In quest’Italia divisa tra immagini rubate che svelano maestre violente (l’ultimo caso a Pordenone) e storie di insegnanti pronte a tutte per far sentire meno solo un bambino malato (il caso di Riccione che ha commosso sui social), la cronaca giudiziaria continua scandire la realtà. Come quella della maestra teramana finita in un’aula di tribunale con la pesante accusa di abuso di mezzi di correzione dopo la denuncia di una mamma e assolta con la formula più ampia del fatto non sussiste. Perchè, ha spiegato il giudice nella sua motivazione, a fronte di un racconto apparso poco credibile di una mamma che l’aveva accusata di aver tirato le orecchie, colpito con uno schiaffo in testa e gettato del sale in testa al figlio, ci sono stati i genitori di tutti gli altri bambini che hanno testimoniato di quanto quell’insegnante fosse premurosa e brava con i loro figli. Di come nessuno di loro abbia mai raccontato di schiaffi e insulti. La maestra, insegnante all’epoca supplente in una scuola elementare del Teramano, era finita a processo nel 2015 con una citazione diretta a giudizio. Secondo la denuncia di una mamma il figlio di sette anni le avrebbe raccontato che la maestra tirava le orecchie a lui e agli altri bimbi, che li picchiava e metteva il sale sulla testa. La donna aveva raccontato che lei stessa, ascoltando fuori dalla finestra dell’aula scolastica, aveva sentito l’insegnante insultare i piccoli allievi. La mamma, dopo aver presentato denuncia, non si è costituita parte civile nel processo.
Scrive il giudice onorario Massimo Biscardi nelle motivazioni della sentenza: «La versione dei fatti resa dalla denunciante non appare credibile perchè smentita da diversi testi. In particolare non corrisponde al vero che vi furono appuntamenti stabiliti con la preside che poi si faceva negare poichè trattasi di circostanza smentita da quest’ultima. Parimenti non ha trovato riscontro il fatto che gli episodi venivano narrati dalla bidella alla figlia poichè questa lo ha smentito». E sottolinea il giudice: «Appare inoltre del tutto poco credibile che i ripetuti presunti maltrattamenti, che si sarebbero verificati nei confronti di numerosi alunni, non erano stati oggetto di lamentele da parte di questi genitori. Poco plausibile è la vicenda dell’ascolto di parole ingiuriose ai danni dei bambini che sarebbe stata ascoltata fuori dalla porta chiusa». Nella lunga istruttoria, nel corso della quale sono stati ascoltati decine di testi, è stata chiarita anche la vicenda relativa al sale. E’ stato accertato che l’insegnante è celiaca e che, nelle occasioni di rientri pomeridiani, avrebbe portato da casa insalata e sale lasciati in una busta. La maestra, difesa dall’avvocato Wania Della Vigna, nel frattempo è diventata di ruolo.
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