Schianto in moto, dinamica da chiarire

Il pm non dà ancora il nulla osta per la sepoltura di Giuseppe Gliatta. Il cordoglio dei colleghi: «Una grande persona»
TERAMO. La salma di Giuseppe Gliatta, il 46enne avvocato morto sabato sera sulla superstrada Teramo-mare dopo essersi schiantato sul guard-rail alla guida di una moto di grossa cilindrata, resta a disposizione dell’autorità giudiziaria. Ieri il pubblico ministero Francesca Zani, fatta eseguire l’ispezione cadaverica di rito, non ha ritenuto di restituire subito il corpo alla famiglia del legale. Potrebbe farlo già oggi o domani, non prima però che la polizia stradale di Teramo – che ha eseguito i rilievi sull’incidente – abbia dissipato ogni dubbio sulla dinamica del tragico schianto. A quanto pare, al momento, non ci sono testimoni oculari che abbiano affermato con certezza che non ci sono altri veicoli coinvolti. La Polstrada li sta cercando attraverso le chiamate arrivate ai numeri d’emergenza nell’immediatezza del fatto e la visione delle telecamere installate dell’Anas nel sottopasso tra l’imbocco della Teramo-mare e il casello A14 di Mosciano.
La prima ricostruzione parla di uno schianto senza responsabilità di terzi: Gliatta, imboccata la superstrada in direzione Teramo nel territorio di Notaresco, avrebbe perso il controllo della sua Ducati Monster sul lungo rettilineo iniziale, finendo sul guard-rail centrale e poi rimbalzando su quello laterale. Dei dubbi, però, evidentemente restano, sia perché la strada in quel punto è dritta sia perché Gliatta è stato descritto da chi lo conosceva come un guidatore tutt’altro che spericolato.
Intanto tra gli avvocati del foro teramano è grande il cordoglio per la perdita del collega. Che era bolognese, e ancora appartenente al foro di Bologna, ma che da anni si era stabilito nel Teramano, in particolare a Roseto, dove viveva con la moglie Francesca D’Emilio, nutrizionista rosetana, e aveva aperto uno studio. Il collega Nicola Rago lo ricorda così: «Era qui da molti anni e anche se conservava degli impegni lavorativi a Bologna si era ben inserito nell’ambiente, era amicissimo di diversi avvocati teramani. Un bravo ragazzo, serio e rispettoso. È stata una grave perdita».(d.v.)
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