Scivola per 40 metri, paura per un alpinista

22 Agosto 2021

L’uomo è rimasto appeso a testa in giù e mantenuto in equilibrio dagli amici di cordata. Recuperata una donna

PIETRACAMELA. È un’altra estate di soccorsi in montagna, in particolare sul Gran Sasso, quella raccontata dalle cronache.
Nella mattinata di ieri l’ultimo caso sulla parete nord del Corno Piccolo, da sempre richiamo per esperti a appassionati. Un uomo di 46 anni arrivato da Terni con alcuni amici, al secondo tiro di corda (lui era il primo di cordata) ha perso la presa ed è precipitato per circa quaranta metri lungo la parete.
L’alpinista, che durante la caduta ha urtano gambe e braccia contro la parete rocciosa, dopo il volo è finito a testa in giù. A reggerlo in equilibrio i due compagni di cordata, ma l’uomo ha rischiato di precipitare giù da oltre 2mila metri di quota visto che l’incidente è avvenuto a 2.250 metri di altezza.
I suoi compagni hanno immediatamente allertato il 118 e subito sono partite delle squadre del Soccorso Alpino e Speleologico abruzzese, a bordo dell’elicottero decollato dall’aeroporto di Preturo, all’Aquila. È stato il tecnico del Soccorso Alpino e Speleologico a recuperare il ferito in parete. L’uomo è stato trasportato all’ospedale di Teramo: fortunatamente non è rimasto ferito gravemente e ha riportato la frattura di un gomito e di un piede.
E sempre sul Corno Piccolo nella giornata di ieri le squadre del Soccorso Alpino e Speleologico abruzzese hanno effettuato un altro intervento per soccorrere una turista lombarda che è scivolata mentre effettuava l’arrampicata con il marito. Fortunatamente la donna non è rimasta ferita.
I due soccorsi di ieri fanno seguito ai tanti che negli ultimi giorni hanno visto i tecnici del Soccorso intervenire. Tra questi, in particolare, quello del recupero dei cinque alpinisti bloccati per tutta la note in parete a 2.400 metri d’altezza e recuperati all’alba. I cinque, età compresa tra i 27 e i 42 anni, erano partiti lunedì da Prati di Tivo per l’arrampicata verso la vetta del Corno Piccolo. Hanno però forse calcolato male i tempi della loro escursione e sono stati sorpresi dal buio poco prima di raggiungere la cima, quando era troppo tardi per poter tornare indietro. L’allarme è scattato alle 20.30, quando hanno chiesto aiuto ai soccorsi. Il buio rendeva però impossibile sia l’intervento dell’elicottero del 118 ma anche l’arrampicata del Soccorso alpino, che, con i suoi operatori, ha dovuto procedere tramite percorsi meno scoscesi. Nemmeno l’elicottero dell’Aeronautica Militare da Pratica di Mare è riuscito a intervenire, a causa delle forti raffiche di vento che rendevano rischiosa l’operazione di recupero. I cinque, che sono rimasti costantemente in contatto con i soccorritori, hanno dovuto quindi trascorrere la notte in parete, prima di essere recuperati alle prime luci dell’alba dall’elicottero del 118. Fortunatamente tutti in buone condizioni di salute.
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