Scontro aperto in aula sull’esposto

16 Febbraio 2018

Pavone e i suoi alla maggioranza: «Vergognatevi». Il sindaco: «Costretti a farlo»

ROSETO. «Da oggi cambiano i rapporti. Non è una minaccia ma è una promessa. Da domani anche noi, se lo riterremo opportuno, faremo esposti che in passato abbiamo evitato di fare. Non avremo più quel rispetto che abbiamo avuto fino ad oggi». Il pensiero di Enio Pavone, Alessandro Recchiuti e Nicola Di Marco (rispettivamente ex sindaco, assessore e presidente del consiglio comunale) è stato concorde nel dichiarare, durante il consiglio comunale di ieri sera, la propria delusione sotto il profilo umano per aver ricevuto un esposto alla Procura della Repubblica in merito ad un buco sul consuntivo 2015.
«Il vostro non è un attacco politico ma alle persone», tuona Alessandro Recchiuti, «della vecchia amministrazione. È un’azione che segna i rapporti umani, che ci ferisce. L’auspicio è che non possiate mai sbagliare, me lo auguro di vero cuore», conclude l'ex assessore alle politiche sociali. «Io non avrei mai firmato un atto contro persone che conosco da 40 anni, voi state cercando di rovinare le nostre famiglie», evidenzia l'ex primo cittadino Enio Pavone, e rivolto a Di Girolamo: «Sindaco, si dovrebbe vergognare per questi atti di meschinità che lei e i suoi collaboratori avete fatto nei confronti di persone per bene», ha poi rilevato. «Vergognatevi, qualcuno di voi ha dimenticato dall'oggi al domani 40 anni di vita politica comune», dichiara invece Nicola Di Marco.
Il sindaco Sabatino Di Girolamo ha replicato chiarendo che le indagini della magistratura vanno tenute segrete, poichè si rischia di fare danni. «Non posso parlare dell’inchiesta e non ne voglio parlare. Il silenzio è d’oro quando ci sono delle indagini», sottolinea il primo cittadino, che ha poi affermato di essere stato costretto all'esposto per non far incorrere in sanzioni l'amministrazione rosetana. «Il revisore ci ha detto che l’omissione ci avrebbe portato ad una sanzione secondo l’articolo 361 del codice penale. Il mio ruolo mi impone di fare il mio dovere, sacrificando anche le amicizie».
«Lo legga, legga l'articolo se ha il coraggio. Lei è cattivo e afferma il falso», ha urlato Pavone in risposta alle dichiarazioni del sindaco, che ha contrattaccato esprimendo preoccupazioni riguardo all'asta per la cessione dell'area delle "baracche" sul lungomare sud. «Se non riusciamo a vendere il terreno sarò costretto a dichiarare il predissesto per colpa della vecchia amministrazione», ha concluso. (p.s.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.