Scontro incrociato sui conti del Comune

L’opposizione: «Grande disavanzo». Valleriani: «Sono loro che non hanno riscosso i crediti»
SILVI. È scontro incrociato a Silvi sul tema del disavanzo di bilancio. L’attacco verso il Comune è partito domenica mattina da parte dell’opposizione che ha organizzato un incontro pubblico nel quale sono intervenuti, oltre ai consiglieri di minoranza Giovanni Rocchio e Vito Partipilo, anche il consigliere regionale del Pd Dino Pepe e il segretario provinciale del Pd Piergiorgio Possenti. Si è parlato della gestione della città che si appresta a vivere la stagione estiva, e della situazione dei conti. In una nota l’opposizione sostiene che «dopo solo due anni di amministrazione targata Lega si è vista l’approvazione in giunta dello schema del bilancio consuntivo 2019, con un disavanzo di oltre sette milioni e mezzo. Conti in rosso, frutto di errate previsioni di entrate e soprattutto che non hanno tenuto conto, nelle approvazioni precedenti, delle indicazioni dei revisori dei conti, che mettevano in guardia della deriva che, attraverso le scelte politico amministrative, l’ente stava intraprendendo». La minoranza prosegue: «ricordiamo, che il bilancio 2016, si è chiuso con un disavanzo di soli 64 mila euro, per poi nel 2018 passare a più di due milioni di euro e finire a oltre sette nell’ultimo esercizio». Secondo Partipilo e Rocchio sarebbero state disattese, anche le azioni indispensabili, per permettere alla città di rendersi presentabile, in vista della prossima stagione turistica». Immediata la replica del Comune che ha affidato all’assessore al bilancio Alessandro Valleriani. «Trattandosi di materia tecnica di finanza comunale», scrive l’assessore, «il tema si presta ad equivoci ed a strumentalizzazioni da parte dei politici. Tra questi c’è l’ex assessore al bilancio Giovanni Rocchio. È noto che il Comune di Silvi ha oltre 12 milioni di euro di residui attivi, che sono crediti non riscossi che producono un disavanzo di oltre 7 milioni (nel 2019). Far credere, però, che questa massa di crediti non riscossi li abbia prodotti solo l’attuale amministrazione è un insulto all’intelligenza dei cittadini e all’etica politica, soprattutto se si considera che l’accusa viene da chi ha amministrato fino a tre anni fa occupandosi proprio di bilancio. Nella massa di crediti, infatti, da riscuotere ci sono Imu, Tasi, Tari e multe a partire dagli anni 2009 che sono ancora in procedura di riscossione. Quale sarebbe allora la nostra incompetenza? Voglio ricordare, invece, che da settembre 2019 fino all’inizio della pandemia solo di Tari il Comune ha recuperato oltre 500 mila euro. Non solo ma siamo stati gli unici ad avere il coraggio di portare in consiglio comunale un regolamento contro l’evasione, iniziativa impopolare che gli amministratori di sinistra, a cui sta a cuore soprattutto la politica volta solo al consenso elettorale, non ha mai fatto! Stiamo facendo un buon lavoro di risanamento, chiedendo sacrifici ai cittadini, con il rischio di apparire impopolari ma siamo certi che alla fine il buon lavoro porterà i suoi benefici. E, poi, sono convinto che i cittadini siano molto più svegli di quello che qualcuno crede, e sanno benissimo che in passato si è sempre lasciato correre solo per timore che la “cartolina verde”, di richiesta di pagamento, potesse essere recapitata anche al parente, all’amico, ai loro elettori».
Domenico Forcella
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