Scontro sui Prati Tancredi dà lo stop a Di Sabatino

Il deputato Ncd: la Provincia non scarichi sulla Gran Sasso che per gli impianti paga ogni anno 200mila euro
TERAMO. A novembre scadrà il contratto per la gestione degli impianti di risalita a Prati di Tivo e la politica teramana torna a dibattere su chi deve fare cosa. Nel botta e risposta dei giorni scorsi tra l’amministratore unico della Gran Sasso Teramano Marco Bacchion, che punzecchiava la Provincia sugli impegni futuri, e il presidente dell’ente Renzo Di Sabatino, che chiede alla Gran Sasso una proposta entro fine mese, è intervenuto l’onorevole teramano del Nuovo Centrodesta Paolo Tancredi richiamando ciascuno alle proprie responsabilità.
«Se la località è in malora», ha detto, «come si può pensare di risollevare la situazione risolvendo solo il problema degli impianti?». Tancredi difende l’operato di Bacchion e ricorda che la Gran Sasso Teramano e l’ex presidente della Provincia Valter Catarra si sono caricati l’onere di un fardello di debiti proveniente da gestioni passate e che, avendo a cuore il comprensorio, pur di continuare a garantire il funzionamento degli impianti si sono accollati una gestione in perdita. «Certo al presidente Di Sabatino va riconosciuto l’impegno speso per la soluzione del monte debiti con Unicredit», ha detto Tancredi, «ma ricordo anche che Di Sabatino non ha votato l’ultimo bilancio della società e che non può scaricare le responsabilità di una proposta sulla Gran Sasso Teramano. La società per far ripartire gli impianti deve pagare ogni anno, tra manutenzioni e ingenti canoni ai vari enti, tra cui la Provincia, circa 200mila euro. Chi è il privato che si accolla queste spese?». E a proposito di privati, una tirata d’orecchie Tancredi la rivolge agli operatori turistici «poco grintosi nella promozione del territorio», ma anche alle condizioni della strada provinciale per Prati di Tivo. Il milione e 100 mila euro in arrivo dalla Regione per sistemarla, come annunciato da Di Sabatino, per l’onorevole teramano sono insufficienti.
Una posizione, la sua, che trova concorde il direttore di Confindustria Teramo Nicola Di Giovannantonio, secondo il quale le presenze nel comprensorio potrebbero raddoppiare se solo ci fosse una strada degna di questo nome, e potessero nascere delle aree attrezzate per campeggi e sosta camper. «Ho trascorso il Ferragosto ai Prati di Tivo», scrive Di Giovannantonio, «e francamente sono rimasto colpito dallo stato in cui versa la strada provinciale 43, che ha le caratteristiche di un'arteria "post-bellica" bombardata. Buche profonde, erbacce ai lati, cunette non pulite: una strada in completo abbandono. Peccato, perchè Prati di Tivo è una delle località più belle dell'appennino. L'area ex campeggio versa in uno stato pietoso ed in completo abbandono con cumuli di legnami che formano una mini discarica. Se vogliamo che la nostra provincia non sprofondi ulteriormente la politica deve adoperarsi per trovare maggiori fondi, almeno per sistemare la strada provinciale, ed evitare che le maggiori presenze registrate quest'anno vadano perse con grave danno economico. Agendo solo sulla prevenzione e sistemazione del territorio si possono creare numerosi posti di lavoro per i giovani e generare ricchezza per le famiglie e per l'intera provincia».
Marianna De Troia
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