Scontro sulle spiagge libere «Tagli da irresponsabili»

Alba Adriatica, dopo Giovannelli anche l’ex assessore al turismo Morganti critica il provvedimento con cui sono state ampliate sette concessioni
ALBA ADRIATICA. «Ridurre le spiagge libere sulla costa di Alba Adriatica è da irresponsabili: l’interesse pubblico va salvaguardato prima di quello privato». La polemica sull’ampliamento di sette concessioni private a danno delle spiagge libere permessa dall’amministrazione del sindaco Tonia Piccioni, si arricchisce di una nuova voce esperta, quella di Giorgio Morganti, ex assessore al turismo con il sindaco Valerio Caserta, caduto nel 2007 proprio sul piano spiaggia.
Così se l’ex sindaco Franchino Giovannelli sottolineava in primo luogo la disparità tra gli stabilimenti che hanno ottenuto l’ampliamento e quelli, soprattutto della zona nord, che non l’hanno ottenuto perché non confinanti con spiagge libere, Morganti sposta invece l’attenzione su quegli arenili gratuiti che ora sono praticamente scomparsi per centinaia di metri da via Mazzini fino alla Rotonda Nilo. Motiva la sua posizione nella lettera: «Alba è uno dei comuni del litorale abruzzese con la capacità ricettiva più elevata, ragion per cui il limite del 20% di spiagge libere che la Regione impone come soglia minima e che magari è valido e congruo per altre località, qui risulta decisamente scarso (purtroppo è già sopra tale limite di poco). A rafforzare questa tesi, gioca il fatto che la ricettività albense è composta per lo più da appartamenti, abitati in estate da turisti fruitori principalmente delle spiagge libere». Aggiunge l’ex assessore: «Se è vero che molti concessionari sono stati penalizzati dal fenomeno erosivo che ha ridotto la loro spiaggia, è altrettanto vero che questo ha colpito maggiormente la spiaggia libera. L'assioma dovrebbe essere, quindi, l'opposto: va garantito con ogni mezzo il riequilibrio della spiaggia libera anche ai danni delle attuali concessioni e non il contrario. Altra riflessione riguarda il fatto che comunque non sia possibile accontentare tutti i concessionari penalizzati dall’erosione. Sono dell'avviso che la spiaggia è patrimonio pubblico e non può essere sacrificata per interessi di parte, qualunque essi siano». Infine il duro attacco e l’auspicio: «Il fatto di trovarsi momentaneamente a gestire la cosa pubblica non può autorizzare a compiere atti irreversibili senza il consenso della cittadinanza su temi così importanti come la gestione della spiaggia. Spero che qualcuno in consiglio comunale abbia il coraggio di presentare un emendamento che vada a sancire l'immodificabilità della percentuale attuale destinata a spiaggia libera, bloccando una volta per tutte questi assalti alla cosa pubblica».
Luca Tomassoni
©RIPRODUZIONE RISERVATA

