Scoperte 10mila mascherine irregolari

5 Maggio 2020

Sequestri della guardia di finanza in un’azienda di Mosciano e in un negozio di Atri che le vendeva singolarmente

TERAMO. Oltre diecimila mascherine chirurgiche di produzione cinese sono state sequestrate dalla guardia di finanza di Teramo in un’azienda di Mosciano e in un negozio di Atri. La prima le aveva messe in commercio nonostante fossero sprovviste del marchio Ce e delle prescritte autorizzazioni, mentre il negozio le vendeva singolarmente contravvenendo così a una delle ordinanze emesse dal commissario per l’emergenza Covid-19.
A Mosciano, si legge in una nota del comando provinciale, «i finanzieri della compagnia di Giulianova hanno eseguito un accesso presso una società dove hanno rinvenuto e sequestrato la quasi totalità delle mascherine chirurgiche sprovviste di marcatura Ce e di attestato di conformità nonché di altra documentazione idonea a certificare correttamente il prodotto quale dispositivo medico non avendo, altresì, formalmente interessato l’Istituto Superiore della Sanità. Inoltre, dalla comparazione dei documenti fiscali di acquisto e vendita con le giacenze di magazzino, è stata constatata la cessione di ulteriori 710 mascherine quali Dpi in assenza della certificazione rilasciata dall’Inail. Per quest’ultimo caso, all’amministratore unico della società è stata contestata la sanzione amministrativa prevista».
Ad Atri, invece, i militari della tenenza di Roseto degli Abruzzi «hanno sequestrato presso un negozio cittadino delle mascherine chirurgiche messe in vendita singolarmente, in violazione dell’Ordinanza n. 9, emessa in data 9 aprile, del commissario straordinario per l’emergenza da Covid-19». Il trasgressore è stato segnalato all’autorità giudiziaria per inosservanza dei provvedimenti dell’autorità.(red.te)