Scoperti i rapinatori della Banca Marche

La polizia arresta due siciliani incastrati dalle telecamere, in via Po sequestrarono clienti e impiegati
TERAMO.
Sono stati scoperti al termine di oltre 8 mesi di indagini e incastrati dalle immagini delle telecamere: sono i presunti autori della rapina messa a segno il 9 aprile scorso ai danni della Banca Marche di via Po.
Si tratta dei siciliani Antonino Di Mauro, di 49 anni, e Domenico Ferrara, di 52, già in carcere per una precedente rapina.
In via Po i due malviventi agirono con il volto coperto e armati di coltello: riuscirono ad arraffare un bottino di circa 70mila euro dopo aver tenuto in ostaggio dipendenti e clienti per quasi un'ora, in attesa dell'apertura temporizzata della cassaforte e del bancomat. Un mese dopo, a maggio, i due avrebbero messo a segno un altro colpo del genere nella filiale Banca Marche di Ascoli (episodio per cui sono già in carcere).
E nella mattinata di ieri gli agenti della squadra mobile di Teramo, diretti da Gennaro Capasso, in collaborazione con i colleghi della mobile di Ascoli (diretti da Roberto Di Benedetto) e con quelli di Palermo, hanno notificato ai due le ordinanze di custodia cautelare firmate dal gip Giovanni de Rensis dopo la richiesta del pm Laura Colica.
Sulla base delle immagini del sistema di videosorveglianza, delle testimonianze e delle verifiche incrociate con le questure palermitana e ascolana, sono stati raccolti elementi utili per addossare le responsabilità della rapina teramana ai due arrestati.
Il colpo fu messo a segno con grande professionalità e soprattutto con grande calma. I due si rinchiusero in banca con gli ostaggi, in attesa di poter prelevare il denaro dai forzieri, e poi fuggirono a piedi, forse in direzione di un complice che li attendeva in una strada laterale, tra via Flajani e via Pannella.
La squadra mobile ritiene che possano esserci utili indicazioni anche sulla loro partecipazione ad altri colpi in provincia di Teramo.
E proprio per arrivare a questa certezza sono in corso specifici accertamenti che si basano soprattutto sulla visione e sul confronto con altre immagini catturate da altri sistemi di videosorveglianza di alcuni istituti bancari teramani rapinati nel corso del 2014 con modalità che, secondo gli investigatori, ricordano il modus operandi dei due.
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