Scordella: «Fondi privati per il Villaggio»

10 Dicembre 2018

Il sindaco di Silvi cerca investitori per il recupero della ex colonia e vuole arrivare all’estate con il progetto esecutivo

SILVI. «Per fare rinascere il Villaggio del Fanciullo siamo aperti anche investimenti di privati». Il primo cittadino del Comune di Silvi Andrea Scordella vuole chiudere nel più breve tempo possibile la partita dell’ex colonia fascista al centro, negli ultimi anni, di innumerevoli ritardi burocratici che ne hanno di fatto bloccato la sua riqualificazione. «Il Villaggio», asserisce Scordella, «deve tornare a generare ricchezza per la nostra città, per i fabbricati in essere data la mole di investimenti siamo aperti ad eventuali accordi con privati che possano finalmente in sinergia con il Comune ridare lustro ad una struttura abbandonata nel tempo». A fine ottobre il sindaco e l’assessore ai lavori pubblici Pamela Giancola, con il supporto tecnico del servizio manutentivo, hanno annunciato di aver messo mano alla contorta pratica burocratica con l’intento di volerla risolvere definitivamente. L’obiettivo dell’ente è, prima della prossima estate, di predisporre tutti gli atti necessari per l’approvazione di un progetto esecutivo dell’opera e conseguentemente emettere un bando di gara funzionale a una prima riqualificazione del sito. L’amministrazione, subito dopo il suo insediamento, ha analizzato due aspetti. Il primo è il recupero del fabbricato situato a sud est dell’area, già oggetto di ristrutturazione nel 2006, operazione bloccata con un sequestro dalla capitaneria di porto di Pescara poi annullato con sentenza del 2009 dal Tar di Pescara. Il secondo ha implicazioni sotto il profilo igienico sanitario, con la bonifica ed il recupero dell’area posta a nord, del fabbricato di circa 700 metri quadri da ristrutturare. Per quest’ultimo il Comune è deciso a procedere con la massima sollecitudine partendo dalla revisione prezzi del vecchio appalto e proseguendo con la pubblicazione del nuovo bando di gara.
Le risorse finanziarie disponibili al momento (ossia 860mila euro) residui del vecchio appalto non basteranno se non solo a progettare e ad appaltare parte dei lavori. Per questo il Comune ha deciso di guardarsi attorno considerando che in ballo ci sono probabili 422mila euro derivanti dal risarcimento richiesto al ministero delle Infrastrutture e un finanziamento di un milione di euro in corso di definizione con il ministero dei Beni culturali. Per la bonifica e il recupero degli oltre ottomila metri quadri della restante area, il Comune ha predisposto uno studio preliminare di fattibilità tecnico-economica, per una spesa complessiva di circa 100mila euro. L’intera area oggi è particolarmente malridotta e pericolosa per la salute pubblica.
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