Sculture scomparse, due sono state rubate
Roseto, le altre sono in un magazzino. L’assessore Di Pasquale: «Le rimetteremo al loro posto»
ROSETO. Sculture scomparse: alcune sono state rubate, altre si trovano nei magazzini del Comune. A svelare il mistero è l’assessore al patrimonio Camillo Di Pasquale, il quale risponde così ai quesiti posti dal nostro giornale sull’argomento, peraltro molto sentito dai rosetani così come dagli stessi autori delle opere, i quali non ne hanno più avuto notizie dalla loro rimozione.
«Quando vennero svolti i lavori di pedonalizzazione di via Garibaldi, piazza Dante e piazza Verdi, nel 2008», è la ricostruzione dell’assessore Di Pasquale, «le opere presenti nelle due piazze, realizzate dagli artisti Roberto Macellaro e Daniele Guerrieri, furono rimosse e poste in custodia nel magazzino comunale. Purtroppo però, a novembre 2011, parte delle opere, ovvero la cesta di frutta, i sacchi di grano e un secchio, vennero rubate da ignoti. Da parte degli uffici comunali fu sporta, in data 4 novembre 2011, denuncia alla locale stazione dei carabinieri, ma ad oggi non vi è purtroppo alcuna traccia dei pezzi trafugati. Rimangono al momento in custodia nel magazzino comunale due opere: la scafetta e la conca».
Nell’occasione lo stesso Di Pasquale anticipa l’intenzione dell’amministrazione comunale di ricollocare le sculture negli spazi originari già l’estate prossima, dopo averle restaurate, se ci saranno i soldi. «Per quanto riguarda la fontana con vela di Luigi Celommi, che faceva bella mostra dinanzi al lido La Lucciola», continua l’assessore, «venne tolta quando iniziarono nel 2003 i lavori per il rifacimento del lungomare centrale e, come confermatoci dagli uffici comunali, da parte dell’amministrazione non ci fu alcun impegno a ricollocarla in quel punto, visto che mal si sposava con le caratteristiche del nuovo lungomare rosetano. Al momento l’opera è conservata nel magazzino comunale e stiamo valutando se è il caso, dopo i lavori all’interno della villa comunale, di posizionarla nei giardini antistanti».
«Non vi è quindi alcuna volontà di cancellare la memoria della città», conclude l’assessore al patrimonio, «e voglio sottolineare come gli interventi di spostamento non siano stati svolti da questa amministrazione. Da parte nostra abbiamo a cuore la storia e la tradizione artistica di Roseto, come più volte dimostrato, e ci impegneremo sempre perché venga rispettata e tramandata». (f.ce.)
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