Scuola da ricostruire, è scontro: «Nessun confronto sul progetto»

18 Marzo 2022

L’opposizione compatta accusa il sindaco anche per le critiche rivolte alla dirigente dell’istituto: «Messa in discussione la sua professionalità, ignorato il processo di condivisione previsto dal Pnrr»

ROSETO. «Stigmatizziamo con forza il comportamento di Mario Nugnes nei confronti della dirigente scolastica Anna Elisa Barbone. Evidentemente, dopo cinque mesi, Nugnes non ha ancora compreso che essere sindaco vuol dire rappresentare una città e non se stesso». Non si placano le polemiche in merito al progetto relativo alla ricostruzione della scuola media Fedele Romani e, dopo il duro comunicato dell’amministrazione comunale i sei consiglieri di minoranza Teresa Ginoble, Nicola Petrini, Rosaria Ciancaione, Sabatino Di Girolamo, Francesco Di Giuseppe e Giuseppe Bellachioma, che sarà ufficializzato oggi in consiglio, condannano le parole del primo cittadino rivolte alla dirigente.
«Nugnes ha detto che la Barbone avrebbe avuto scarso rispetto e considerazione nei suoi confronti e dei suoi assessori», scrivono i sei consiglieri nella nota, «mettendo così in discussione la credibilità di una professionista stimata e apprezzata, a cui compete peraltro di rappresentare gli organi scolastici». I sei consiglieri lamentano anche il mancato confronto dell’amministrazione sul progetto per demolire e ricostruire la Fedele Romani. «La cosa che lascia interdetti è il fatto di aver appreso dalla stampa che non solo noi consiglieri non siamo stati messi nelle condizioni di dare un contributo di idee sul progetto da presentare», continua l’opposizione, «che, per quanto ci riguarda, avrebbe dovuto interessare scuole che sono ridotte davvero male, ad esempio la scuola D’Annunzio, ma addirittura non sarebbero state coinvolte la scuola e la comunità educante attraverso un processo di informazione della proposta, al fine di consentire che in caso di finanziamento, il successivo percorso attuativo sia condiviso e partecipato, come previsto dal bando del Pnrr».
Il sindaco, però, ha affermato che la dirigente era stata informata del progetto. «Questo modo di fare non solo non può rappresentare la svolta», proseguono i sei, «ma addirittura è offensivo dell’intelligenza delle persone perché colpisce oltre alla dirigente, a cui va la nostra solidarietà, l’intera comunità rosetana e rischia di avere l’effetto di perdere la possibilità di finanziamento di fronte a un patrimonio scolastico che ha bisogno davvero di essere riqualificato. D’altronde», concludono, «è pur vero che invece di pensare a organizzare al meglio le attività istituzionali, la nuova amministrazione preferisce perdersi in fiumi di parole da dare in pasto alla stampa. Chissà, evidentemente è convinta, anche qui senza rispetto, che impegnando questi spazi le persone si convincano della giustezza di certe scellerate scelte a dir poco sbagliate per la città».
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