Scuola, da settembre oltre 200 pensionamenti

Al momento il dato ufficiale è di 179 tra docenti e personale, ma aumenterà La Flc Cgil: «Molti posti non saranno rimpiazzati da precari o vincitori di concorsi»
TERAMO. Saranno circa 200 i pensionamenti, tra docenti e personale scolastico, previsti nel Teramano nel prossimo anno scolastico 2022/2023. A riportare in dettaglio i numeri, sottolineando che «il dato è provvisorio e aumenterà sicuramente», è la Flc Cgil Teramo. Per ora si contano 53 Ata, due dirigenti scolastici, 124 insegnanti (di cui 19 nella scuola dell'infanzia, 49 nella primaria, 27 alle medie e 29 alle superiori), per un totale di 179 persone che andranno in pensione in tutta la provincia.
«Non sono posti che verranno rimpiazzati dai precari o dai vincitori di concorsi», spiega il sindacato, «il sistema di reclutamento è gravemente deficitario, anche per i continui interventi legislativi». Sul tema concorsi, è in partenza l'ordinario per la secondaria e si sta concludendo quello per l'infanzia e la primaria. Inoltre, è previsto un concorso straordinario per chi ha almeno tre anni di servizio mentre è stato pubblicato un bando per i docenti delle materie scientifiche (Stem) in scadenza il 16 marzo, con 17 posti per l'Abruzzo. «Si tratta di provvedimenti tampone che non affrontano alla radice il problema del precariato», dice la Flc Cgil, «occorre una programmazione di medio periodo che consenta di mantenere gli organici stabili e fare in modo che le scuole possano contare su docenti che portano avanti la progettazione educativa».
Sulle domande per i trasferimenti, che si chiuderanno a giorni, il sindacato aggiunge: «L'ipotesi del Contratto collettivo nazionale integrativo 2022-2025, che come Flc Cgil non abbiamo sottoscritto, prevede che i neo-immessi del 2020/2021 abbiano ulteriori limitazioni nelle precedenze, nella mobilità annuale e nei contratti a tempo determinato. Questo, oltre all’obbligo di permanenza esteso a tutti i docenti su qualsiasi sede ottenuta nei movimenti interprovinciali, ha motivato la nostra forte contrarietà alla firma e la decisione di intraprendere un’azione legale contro il ministero per comportamento antisindacale».
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