Scuola De Amicis, battaglia di perizie

28 Aprile 2018

Costantini divulga quella della Procura: «L’edificio non è sicuro». Mastromauro: «I nostri tecnici dicono il contrario»

GIULIANOVA. Torna in primo piano la battaglia di perizie, dagli esisti contrastanti, sulle condizioni dell’edificio della scuola elementare De Amicis. Secondo la Procura della Repubblica di Teramo la struttura di piazza della Libertà non può essere adibita ad edificio scolastico. A sostenerlo sono i due tecnici di parte che nello scorso mese di ottobre hanno redatto un’articolata perizia sullo stabile. Un fascicolo di 300 pagine che ieri il consigliere comunale di Forza Italia Jwan Costantini ha illustrato in una conferenza stampa. «Non vogliamo fare allarmismi o mettere in strada gli oltre 500 alunni della scuola», ha detto Costantini, «ma dopo aver fatto l’accesso agli atti e aver letto la perizia è doveroso fare chiarezza e divulgare il contenuto di questo documento per una riflessione». Scorrendo le 300 pagine, i due tecnici incaricati dalla Procura, l’ingegnere Antonello Salvatori di Roma e l’architetto Margherita Aledda dell’Aquila, contestano il progetto, la realizzazione e persino i materiali utilizzati. «I lavori effettuati», scrivono i due tecnici della Procura, «sono impropriamente chiamati di miglioramento sismico. Non vengono infatti previsti presidi antisismici realmente efficaci per le murature in zona sismica e non sono presenti tiranti in acciaio o catene, di conseguenza il progetto presentato non poteva essere autorizzato dal genio civile. Dall’accertamento fotografico inoltre si evince che il ferro utilizzato non ha la marchiatura Cee». Per i periti della Procura il progetto non doveva essere approvato dal Genio civile e neppure poteva essere presentato per il finanziamento regionale. Alla conferenza stampa hanno partecipato anche i due responsabili dell’associazione “Noi Verso” Livio Persiani e Antonio Figliola, il coordinatore di Fratelli d’Italia Paolo Vasanella e l’ex consigliera comunale Laura Ciafardoni. «Quattro anni fa, in tempi non sospetti, ho fatto una raccolta di firme ed ho lavorato in modo propositivo per chiedere lo spostamento della scuola nell’ex tribunale», ha detto Ciafardoni, «ma la nostra proposta non è stata accolta e adesso ci ritroviamo in una situazione paradossale che non ci da nessuna sicurezza. I soldi per adeguare la scuola infatti sono stati spesi, ma al tempo stesso l’edificio non sarebbe sicuro. E’ giunto il momento di realizzare il nuovo polo scolastico. Basta con gli interventi tampone».
Subito dopo anche il sindaco Francesco Mastromauro convoca una conferenza stampa per dare la sua versione dei fatti. Confermato il contenuto della perizia inviata dalla Procura di Teramo ed ha esibito due relazioni, quella fatta dall’ingegnere Ernesto Martegiani, estensore del progetto, e quella redatta dall’ingegnere Riccardo Malatesta, tecnico del Comune, che attestano l’assoluta sicurezza dello stabile e la validità dei lavori effettuati per innalzare il coefficiente antisismico dell’edificio a 0,80. Ma tra le due versioni contrastanti e opposte dei periti di parte, quelli della Procura e quelli del Comune, ci sono centinaia di alunni e le loro famiglie, che vivono con ansia la situazione. Così per avere maggiori certezze la giunta nei giorni scorsi ha chiesto una nuova perizia, incaricando un super perito, un ingegnere dell’università di Padova, Claudio Modena, considerato un luminare in materia.
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