Scuola di legalità, Emma Bonino chiude i corsi

La senatrice ed ex ministra nell’incontro online con 900 studenti sulla parità di genere
TERAMO. «La parità di genere è una battaglia legislativo–culturale: c’è necessità di leggi, ma soprattutto c’è una mentalità da sradicare e cambiare. Molto è stato fatto, tanto si deve fare con gli alleati potenziali, la scuola e i media, e coinvolgendo gli uomini». A parlare agli alunni delle scuole superiori di Abruzzo, Marche e Lazio è la senatrice italiana, ex deputata europea e due volte ministro Emma Bonino che ieri, con il suo intervento sulla tematica di genere, ha concluso l’edizione 2020-21 della “Scuola di legalità e giustizia” promossa dall’università di Teramo con l’associazione “Falcone e Borsellino” alla quale hanno preso parte circa 900 studenti.
Un ritorno, seppur via web, per la Bonino che nel 2018 è stata insignita dall’ateneo teramano dell’onorificenza “Guido II degli Aprutini”. Le pari opportunità nella prossima edizione della Scuola saranno il tema principe e all'incontro hanno preso parte la coordinatrice, docente di etica della differenza, delegata Unite pari opportunità, integrazione culturale e formazione alla legalità Fiammetta Ricci, la docente di criminologia Laura Di Filippo e la presidente della Cpo regionale Maria Franca D’Agostino che ha presentato l’anteprima del video “Amore in codice rosso” sulla violenza sulle donne che ha ottenuto il patrocinio del ministero della Cultura e verrà diffuso nel prossimo anno nelle scuole abruzzesi. «Non c’è alibi che giustifichi la violenza, in particolare sulle donne», ha proseguito Bonino, «la politica ha impiegato tanto tempo a riconoscere il problema, un grande passo. Ora deve considerarlo prioritario, anche se è necessario l'impegno di tutti per combattere gli stereotipi di genere e approdare a una società dalle eguali opportunità».
Un impegno concreto dell’ateneo teramano che ha sempre più implementato le progettualità: verrà presentato il primo Bilancio di genere e con la Scuola di legalità si costituisce una proposta educativa unica nel suo campo, come il corso Ladi - Laboratorio didattica innovativa interdisciplinare sulla cultura di genere- un unicum nel panorama accademico italiano. «Il Ladi è un progetto di superamento di steccati conoscitivi tra i saperi sulla cultura di genere che ha coinvolto 110 partecipanti e che ogni anno vogliamo implementare», spiega Ricci che ne è la coordinatrice, «nella differenza c'è ricchezza, ma anche un bisogno di uguaglianza ed è un percorso che ho maturato anche nella mia esperienza di maestra di sci per disabili e nella musica. Sono tanti i linguaggi attraverso i quali l’essere umano può esprimersi e con essi si possono abbattere i confini, creando armonia e cooperazione solidale. Bisogna costruire una cultura del rispetto reciproco e della parità” conclude "La donna può portare un valore aggiunto e deve avere la sua voce. Le istituzioni devono continuare a investire sulla scuola e sulla comunicazione e le criticità che la crisi pandemica ha messo in luce sul tema devono essere prioritarie nell’agenda pubblica con politiche da mettere in atto».
Adele Di Feliciantonio
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