Scuola di turismo ambientale al Cerrano

Corso di formazione organizzato dal Parco marino con importanti nomi del settore
PINETO. Nell’anno internazionale del turismo sostenibile, proclamato per questo 2017 dall’Onu, l’Area marina protetta Torre del Cerrano, in collaborazione con la Regione, la Provincia ed i comuni di Silvi e Pineto, ospiterà dal 18 al 24 marzo prossimi l’Alta scuola di turismo ambientale (Asta). L’iniziativa di formazione permetterà a tutti gli operatori che si iscriveranno al corso di entrare in contatto con le migliori esperienze italiane nel campo turistico ed ambientale realizzate nei territori di eccellenza e raccontate dalla viva voce dei protagonisti. L’Asta è alla sua sesta edizione, dopo il successo dei corsi realizzati nelle Cinque Terre (le prime due edizioni), in Sardegna, a Posada, nell’Appennino tosco-emiliano, e lo scorso anno nel suggestivo scenario del Cilento, a Camerota. La formazione Asta presenterà una combinazione di esperienze e laboratori che si terranno sia sul territorio, sia in aula. Insieme a docenti esperti e a numerose testimonianze autorevoli si cercherà di comprendere e far emergere il mix di azioni e strategie necessarie per un corretto sviluppo dei territori e di immaginare e realizzare prodotti e servizi turistici sostenibili. Creazione del prodotto turistico, governance e promo-commercializzazione saranno gli argomenti che verranno affrontati durante i sette giorni di corso. Alla fine del corso verrà rilasciato un attestato di partecipazione che potrà essere utilizzato in percorsi di certificazione che l’Amp ha avviato e sta promuovendo, nell’ambito della Carta europea del turismo sostenibile, per le strutture operanti sul proprio territorio. «Abbiamofortemente voluto questa scuola», dice il presidente dell’Amp Leone Cantarini,«non solo perché rientra nelle nostre funzioni, ma soprattutto perché pensiamo che il ruolo che la comunità ci ha assegnato, sia proprio quello di far crescere nelle coscienze di chi fa turismo una mentalità nuova. Le sfide che aspettano i nostri operatori sono tante e per questo c’è bisogno di formazione e nuove conoscenze».

