Scuola jolly, c’è un’altra soluzione Si punta su un edificio comunale

Tramonta l’ipotesi di costruire una struttura nello spazio tra via Po e l’attuale sede della Molinari Cavallari: «L’edificio che ospita gli alunni di San Giuseppe e Savini sarà demolito e ricostruito»
TERAMO . Spunta una soluzione alternativa per la scuola jolly del Comune. L’amministrazione sta valutando la possibilità di utilizzare una struttura di sua proprietà per ospitare gli alunni da trasferire durante i lavori di ricostruzione degli edifici resi inagibili o comunque lesionati dal terremoto del Centro Italia. Per il reperimento dell’immobile l’ente ha pubblicato un avviso in novembre finalizzato a raccogliere manifestazioni di interesse da parte di proprietari disposti a cedere in affitto locali idonei ad accogliere gli studenti. Resta aperto, dunque, anche il percorso che porterebbe a utilizzare una struttura privata. È invece definitivamente tramontata l’ipotesi, inizialmente vagliata dall’amministrazione, di costruire un nuovo edificio alle spalle dell’attuale sede della Molinari, nello spazio attiguo a via Po, da utilizzare come scuola jolly. «La struttura sarebbe stata troppo a ridosso del muro che delimita la strada», spiega l’assessore ai lavori pubblici Giovanni Cavallari, «e abbiamo ritenuto che non valesse la pena spendere i fondi disponibili per costruire un nuovo edificio con le finestre che affacciano verso una parete di cemento». Da qui dunque l’idea di individuare soluzioni alternative.
IL POLO SCOLASTICO
I 10,2 milioni di euro assegnati al Comune per la Molinari, dopo l’integrazione del finanziamento di partenza messo a disposizione tramite l’ordinanza Teramo firmata dall’allora commissario per il post-sisma Giovanni Legnini, verranno dunque utilizzati per l’abbattimento dell’edificio e la realizzazione di un nuovo edificio nello stesso punto. «Lì nascerà un polo scolastico», spiega Cavallari, «funzionale per gli studenti, ma anche di valenza architettonica ed estetica». L’intervento potrà essere avviato quando torneranno in funzione le sedi storiche della elementare San Giuseppe, il cui progetto è stato da poco varato dalla giunta, e la media Savini che hanno gli alunni ospitati nei locali della Molinari.
LA STRUTTURA ALTERNATIVA
L’avviso per reperire un immobile di proprietà privata prevede la stipula di un contratto di affitto per otto anni, rinnovabile per un periodo di pari durata, nel corso dei quali alternare all’interno dell’edificio gli studenti delle scuole di volta in volta interessate ai lavori. Gli istituti coinvolti nell’operazione, secondo quanto riportato nel bando, sono: elementare San Giorgio, materna ed elementare Sarti, materna e media Capuani, materna ed elementare Michelessi, elementare San Berardo e media Giovanni XXIII. Si tratta di scuole in funzione ma che necessitano di interventi di riparazione e adeguamento sismico per i quali gli alunni andranno temporaneamente trasferiti.
LA SOLUZIONE PUBBLICA
La rinuncia alla costruzione dell’edificio tra via Po e l’attuale sede della Molinari implica il fatto che nella scuola jolly andranno accolti anche gli alunni di San Giuseppe e Savini in attesa degli interventi sui due palazzi in centro storico. Il reperimento da parte della giunta di una struttura di sua proprietà da adibire a spazio per gli studenti abbatterebbe tempi e costi dell’operazione. Nei prossimi giorni l’amministrazione vaglierà con la maggioranza la soluzione migliore e darà il via libera definitivo all’intervento. «Abbiamo un ventaglio di soluzioni possibili tra le quali scegliere», conclude Cavallari, «e presto individueremo quella più idonea».
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