Scuola Lucidi, i genitori contro la terza richiesta di archiviazione

17 Agosto 2020

L’inchiesta ha accertato che sono stati fatti lavori di miglioramento e non di adeguamento sismico ma per la Procura eventuali reati sarebbero già estinti. Presentata una nuova opposizione al giudice

TERAMO. Dopo anni di battaglia legale i genitori hanno avuto la conferma che i lavori fatti dopo il terremoto del 2009 nella scuola elementare Nè Lucidi non sono stati di adeguamento sismico ma solo di miglioramento sismico. Per i meccanismi della giustizia, però, è passato troppo tempo e, sostiene la Procura nella richiesta d’archiviazione, la prescrizione ha bloccato ogni azione penale.
Ma le mamme e i papà non si arrendono e, assistiti dall’avvocato Monia Terzilli che li segue ormai dall’inizio, si sono opposti alla terza richiesta di archiviazione fatta dalla Procura. Il pm Francesca Zani (subentrata come titolare del fascicolo solo nel maggio dell’anno scorso) così ha scritto nella richiesta di archiviazione: «Tuttavia nel concreto tali condotte si sono tutte realizzate nel periodo temporale a cavallo tra l’anno 2010 e l’anno 2012 e, di conseguenza, eventuali responsabilità penali non possono essere approfondite in quanto, laddove confermate, risulterebbero estinte per intervenuta prescrizione». La parola, dunque, ora passa al gup (in questo caso il giudice Roberto Veneziano) nell’udienza preliminare in programma per il mese di ottobre.
Una vicenda, quella dei lavori nella scuola elementare Noè Lucidi, che si trascina dal 2016, quando i genitori presentarono l’esposto. Fondamentale, per capire i vari passaggi della vicenda, la differenza tra lavori di adeguamento sismico e interventi di miglioramento sismico: i primi sono finalizzati ad ottenere i livelli di sicurezza previsti dalle norme, raggiungendo un livello di sicurezza pari al 100%; i secondi sono finalizzati ad aumentare la sicurezza strutturale pur senza la necessità di raggiungere i livelli richiesti dalle norme. Va precisato che il consulente della Procura sostiene che, dal punto di vista della sicurezza, la Noè Lucidi rientri fra gli edifici per cui la normativa di riferimento ritiene sufficienti interventi di miglioramento simico «tali da raggiungere un livello di sicurezza minimo dl 65%».
Nella terza richiesta d’archiviazione presentata da poco la Procura riporta i contenuti della nuova consulenza tecnica e sostiene: «Nel caso dell’edificio scolastico Noè Lucidi il progetto approvato, e collaudato al termine dei lavori, è titolato di adeguamento sismico, ma sostanzialmente quanto alle opere realizzate e al livello di sicurezza raggiunto è da ricondursi a quelli cosiddetti di miglioramento sismico».
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