«Scuola Lucidi, no all’archiviazione-bis»
Il comitato dei genitori si oppone anche al secondo provvedimento della magistratura sui lavori
TERAMO. Errori talmente «macroscopici» da non poter giustificare l’archiviazione. Con questa motivazione i genitori degli alunni della scuola elementare Noè Lucidi si oppongono al pronunciamento della Procura, secondo cui non ci sarebbero rilievi penali nella vicenda dei lavori di messa in sicurezza della struttura dopo le scosse sismiche di fine 2016.
Tramite l’avvocato Monica Terzilli per la seconda volta si schierano contro la richiesta di archiviazione reiterata dopo che il gip aveva accolto una precedente loro sollecitazione dello stesso tipo disponendo un supplemento d’indagine. La Procura aveva così affidato una consulenza tecnica sui lavori nella scuola e sulle contestazioni mosse dai genitori nell’esposto da cui è scaturita l’inchiesta. Proprio sulle conclusioni a cui è giunto il perito si fonda la nuova opposizione. Secondo i genitori, infatti, il tecnico incaricato ha confermato l’esistenza degli errori tecnici evidenziati nella prima denuncia, pur ritenendo corretta la procedura burocratica seguita dall’intervento e sottolineando che questo ha determinato il miglioramento antisismico dell’edificio scolastico. Per i firmatari del primo esposto si tratta di affermazioni incongruenti. Per i genitori, tra i quali figurano alcuni tecnici, sarebbe impossibile attestare la regolarità del procedimento e al tempo stesso riconoscere l’esistenza degli errori accertati. Su questa base poggia dunque l’ulteriore opposizione alla richiesta di archiviazione che non ravvisa responsabilità eventualmente da accertare in ulteriori fasi del procedimento.
Il fascicolo era stato aperto a carico d’ignoti con le ipotesi di reato di omissione di lavori in edifici o costruzioni che minacciano rovina, l’abuso d’ufficio e il rifiuto d’atti d’ufficio. Nella sua ordinanza il gip aveva chiesto al pm «una consulenza tecnica atta ad acclarare in che cosa si siano concretizzati i lavori di adeguamento e/o miglioramento sismico espletati presso l’istituto Noè Lucidi successivamente al sisma dell’anno 2009 e prima delle scosse dell’agosto e dell’ottobre 2016, nonché la legittimità o meno dei procedimenti amministrativi inerenti e la loro conformità alle eventuali prescrizioni della Protezione civile». Il giudice aveva anche chiesto chiarimenti su un particolare segnalato dai genitori: le lesioni sul pavimento e sul solaio affiorate dopo i primi lavori. Nel frattempo però l’inchiesta sulla Lucidi è passata in quella più vasta su 31 scuole. Per la maggior parte è stata chiesta l’archiviazione, ma su otto sono in corso ulteriori accertamenti. (g.d.m.)
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