Scuola San Giuseppe, iter chiuso: ora può partire la gara d’appalto

Gli uffici della ricostruzione hanno dato l’ok all’aumento del finanziamento, passato da 4 a 7,3 milioni L’assessore Cavallari: «Quest’anno apriremo anche altri cantieri, la città sta per cambiare volto»
TERAMO. I laboriosi passaggi con Ufficio speciale e struttura del commissario sisma sono stati fatti tutti, in giunta giorni fa è stato approvato il progetto definitivo esecutivo: per la ricostruzione post sisma della scuola primaria San Giuseppe – da tempo indicata come la prima grande opera pubblica del terremoto 2016 che sarebbe partita in città – adesso si può finalmente andare in gara. «La determina a contrarre sarà pronta entro la prossima settimana», dice l’assessore comunale ai lavori pubblici Giovanni Cavallari, «e poi gli uffici pubblicheranno il bando. È una gara aperta, potranno partecipare tutte le imprese con determinati requisiti».
Il costo dell’opera, che era tra quelle finanziate quando il sindaco era ancora Maurizio Brucchi, da allora è quasi raddoppiato, passando da 4 a 7,3 milioni. E proprio questo è stato il nodo più duro da sciogliere per il Comune: farsi approvare un finanziamento molto più alto e che fosse riconosciuto congruo dagli uffici della ricostruzione. Le lungaggini procedurali sono sembrate eterne, ora a quanto pare ci siamo: salvo intoppi legati all’esito della gara, in primavera partirà il cantiere che restituirà ai teramani la scuola più centrale di tutte (sorge a cento metri dalla cattedrale). La San Giuseppe non sarà demolita e ricostruita ex novo: «L’esterno è vincolato perché l’edificio ha più di 70 anni», spiega Cavallari, «e resterà com’era».
L’assessore non nasconde la propria soddisfazione: «Far partire questa gara è la risposta più importante che potevamo dare a tutti coloro che ci additano come quelli che non fanno nulla. Non è stato semplice, siamo riusciti a riprendere un percorso amministrativo nato con un finanziamento che non bastava assolutamente. Il 2024 sarà l’anno dei cantieri: apriremo anche quelli di teatro romano, teatro comunale, Braga, Savini, De Jacobis e municipio. Sicuramente ci saranno dei problemi di viabilità e vivibilità ma voglio pensare al 2026-27, quando chi torna a Teramo troverà una città che ha cambiato volto. Stiamo realizzando una mole di opere mai ricordata».
Sulla San Giuseppe il sindaco Gianguido D’Alberto rivendica «la scelta politica che questa amministrazione ha fatto di riportare le scuole in centro, io sono stato sempre chiaro su questo a differenza delle precedenti amministrazioni».
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