Scuole, è guerra ai tagli regionali: «Le dirigenze non vanno ridotte»

Sindaci e presidi si schierano con la Provincia nella riunione sul nuovo dimensionamento scolastico: «Abbiamo i numeri per mantenere le presidenze, toglierne tre sarebbe un’ulteriore penalizzazione»
TERAMO. Presidi e sindaci si schierano al fianco della Provincia contro i tagli alle dirigenze scolastiche nel Teramano. Nel tavolo istituzionale riunito ieri mattina è stata condivisa all’unanimità la posizione espressa dal espressa dal presidente Camillo D’Angelo a difesa dell’autonomia degli istituti. Per l’anno scolastico 2024-2025, secondo i piani della Regione, la provincia dovrebbe perdere tre dirigenze, ma amministratori locali e presidi sono tutt’altro che rassegnati ad accettare la decurtazione. La scelta a livello regionale andrà fatta entro novembre e per questo il tavolo, al quale era presente anche il consigliere delegato all’edilizia scolastica Luca Lattanzi, ha deciso di avallare la posizione di ferma contrarietà al ridimensionamento che vedrebbe Teramo posta, per numero di tagli, allo stesso livello delle altre province.
«Non è una questione di campanile, ma di numeri», ribadisce D’Angelo che snocciola cifre in base alle quali la soppressione indiscriminata delle presidenze si tradurrebbe in un’ulteriore penalizzazione del territorio teramano che, rispetto agli altri, negli anni ha già perso uffici e funzioni. Nel confronto con le altre province, stando ai dati presentati da D’Angelo, Teramo fa registrare una netta controtendenza, con l’incremento del totale degli alunni iscritti al prossimo anno scolastico: il saldo è di 194 studenti in più rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Sulla base delle previsioni normative, inoltre, il territorio teramano rientrerebbe in pieno nei parametri regionali che fissano il rapporto tra alunni e dirigenze, istituendo una presidenza ogni 900/1.000 iscritti. Conti alla mano, dunque, i 37.881 studenti giustificano con ampio margine il mantenimento dei 41 preside in provincia rispetto alla soglia minima indicata. «Ragion per cui non troverebbe alcun fondamento», insiste D’Angelo, «l’eventuale scelta della giunta regionale di sacrificare nuovamente Teramo e le sue scuole». Nel corso della riunione, inoltre, è stata ribadita l’importanza di tutelare l’istituto d’arte di Castelli che sarebbe il primo a perdere la propria autonomia dirigenziale nel taglio da ratificare entro i prossimi tre mesi. «Si tratta di un’eccellenza formativa di cui dobbiamo andare fieri», evidenzia D’Angelo, «e per la quale siamo a disposizione, in sinergia con gli enti coinvolti, affinché venga riconosciuta scuola rara». Il presidente, che si dice soddisfatto dalla compattezza del tavolo, come stabilito dalla procedura terrà altre due riunioni con presidi e sindaci, poi firmerà la delibera che esclude i tagli. «La Regione a quel punto potrebbe farli con un atto autonomo», conclude, «ma se ne assumerà la responsabilità come scelta politica».
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