Scuole, a rischio 360 bidelli degli appalti

Procedure di licenziamento per il personale che in teoria dovrebbe essere assunto dallo Stato, ma il decreto ancora non c’è
TERAMO. Sono 360 in provincia gli addetti alle pulizie nelle scuole che rischiano il licenziamento. Non sono propriamente bidelli (che hanno anche il compito di vigilanza) ma sono coloro che lavorano, ormai da anni, negli appalti delle pulizie. In parte sono ex Lsu, in parte provengono dagli appalti storici, comunque sono stati coinvolti nelle esternalizzazioni delle pulizie delle scuoledal 2001. Ma ora per loro è partita la procedura di licenziamento, che si chiuderà a fine anno.
«Secondo la bozza del decreto predisposta dal governo gialloverde», spiega Natascia Innamorati della Filcams Cgil, si tratta di personale che va reinternalizzato. Ma la bozza non lo garantisce a tutti: in provincia di Teramo ci sono 181 posti “accantonati”. La bozza non è stata mai discussa con i sindacati, poi il governo è caduto e ora abbiamo chiesto un incontro ai ministeri coinvolti (Istruzione, Economia e Lavoro), senza ottenerlo. Non si sa che fine faranno cinquemila lavoratori in Italia. La legge bilancio prevede che dal 1° gennaio 2020 escano dalle scuole. Quindi i lavoratori, che hanno in media fra 50 e 60 anni e sono perlopiù donne in famiglie monoreddito, non sanno che fine fanno. Già ora vivono in condizioni disagiate, prendono stipendi bassissimi e lavorano tanto». Martedì è partita la procedura di licenziamento collettivo.
Il 16 ottobre ci sarà uno sciopero generale perchè governo non si siede al tavolo di trattative. Ma nel frattempo ieri la Filcams Cgil (presente con Innamorati e Mauro Pettinaro) e la Fisascat Cisl (con Luca Di Polidoro) hanno incontrato il presidente della Provincia Diego Di Bonaventura che si è impegnato a inviare una nota al presidente del Consiglio e a tutti i ministri coinvolti. L’obiettivo è che il decreto, la cui bozza parla di assunzione a tempo pieno e indeterminato «garantisca i livelli occupazionali e reddituali di tutti i lavoratori impegnati negli appalti. Che preveda assunzioni per tutti coloro che ne hanno diritto, cioè che sono nelle scuole da 10 anni con gli appalti. Vogliamo capire come il governo garantirà questo: la bozza del decreto non tiene conto, secondo noi, dei numeri reali. Importante sarebbe uno scivolo per chi è vicino alla pensione», dicono i sindacati.
«Una presa di posizione doverosa per sostenere lavoratori e lavoratrici che svolgono queste mansioni da anni; persone in carne e ossa, non numeri, alle quali vanno fornite garanzie di reddito e occupazione visto che il governo, finalmente, ha intrapreso la strada della internalizzazione», dichiara Di Bonaventura, «in queste situazioni di passaggio il rischio di un corto circuito è alto. I provvedimenti devono tenere conto con precisione delle posizioni di ciascuno e delle reali situazioni territoriali».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

