Scuole accorpate, nasce un polo formato da 1.200 studenti

5 Gennaio 2023

TERAMO. Approvato ieri in Regione il dimensionamento della rete scolastica, con l'accorpamento del Pascal-Comi-Forti e dell'Alessandrini-Marino in un unico polo scolastico. «È una proposta nata dal...

TERAMO. Approvato ieri in Regione il dimensionamento della rete scolastica, con l'accorpamento del Pascal-Comi-Forti e dell'Alessandrini-Marino in un unico polo scolastico. «È una proposta nata dal tavolo tecnico inter istituzionale provinciale, di cui faccio parte», dice Manuela Divisi, preside dell’istituto liceale Milli e reggente dell'Alessandrini-Marino, «nel valutare possibili soluzioni per eliminare le reggenze, situazione in cui il Pascal-Comi-Forti si trova ormai da anni, abbiamo concordato sull'adozione di una visione strategica volta alla creazione di poli scolastici e non più incentrata sulle singole unità, come avvenuto finora».
Gli studenti del nuovo polo tecnico-economico saranno più di 1200, considerando che gli alunni dell'Alessandrini-Marino sono circa 800 e quelli del Pascal-Comi-Forti 450, numero, questo al di sotto dei 600 iscritti richiesti dalla legge per evitare l'accorpamento. «In questo grande polo, che riunirà realtà molto belle, saranno mantenuti gli stessi indirizzi e le identità che contraddistinguono ciascuna scuola. E in futuro, se ci saranno le condizioni, si potrà pensare anche alla creazione di un polo liceale», conclude la preside.
Sull'importanza di tutelare le peculiarità di ogni istituto interviene Caterina Provvisiero, dirigente del Di Poppa-Rozzi e reggente del Pascal-Comi-Forti. «La scuola che ho in reggenza da due anni è importante per la proiezione nel mondo del lavoro, con i suoi indirizzi economico, informatico e per geometri», spiega la preside, «è giusto che il Pascal-Comi-Forti torni ad avere un proprio dirigente, anche se accorpata in un nuovo polo, che andrà sicuramente a rafforzare». La dirigente evidenzia un trend nazionale che ha visto crescere le iscrizioni nei licei e, al contempo, il forte calo demografico che influirà sul numero di alunni nei prossimi anni. «In altre regioni è comune incontrare realtà che abbracciano più ordini di scuola o istituti tecnici e licei insieme. Si guarda alla scuola con un'altra mentalità, che dobbiamo fare nostra perché la legge richiede dei numeri minimi per l'autonomia», conclude Provvisiero, «meglio allora accorparsi, con la possibilità di realizzare più progetti comuni, a patto che si rispettino la forte identità e le specificità di ciascuna scuola».
Chiara Di Giovannantonio
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