«Scuole, Comune di Atri da commissariare»

Il comitato dei genitori chiede l’intervento del prefetto per i lavori alla scuola di via Umberto Primo
ATRI. Commissariare il Comune di Atri per la sua inadeguatezza nella gestione dell’edilizia scolastica, in particolare per quanto attiene alla sicurezza. È la richiesta – più che altro una “provocazione”, visto che un commissariamento “ad acta” per un caso del genere non sembra possibile – del comitato dei genitori delle scuoe di Atri, presieduto da Cinzia Di Luzio, al prefetto Graziella Patrizi, alla quale vine chiesto un intervento in tal senso. Una richiesta con cui il comitato continua la sua polemicia contro il sindaco Gabriele Astolfi, il quale peraltro ha sempre risposto per le rime al comitato dei genitori respingendo loro accuse. «Un finanziamento di ben 2.396.497 euro per la messa in sicurezza e l’adeguamento antisismico di un edificio scolastico», si legge nella lettera inviata al prefetto, «rappresenta, in questo periodo in cui la problematica della sicurezza nelle scuole è tornata prepotentemente alla ribalta a seguito degli eventi che hanno martoriato il nostro territorio negli ultimi mesi, l’aspirazione di molte amministrazioni comunali, salvo poi avere le capacità di saperli amministrare. Il Comune di Atri si è aggiudicato un finanziamento così cospicuo con un progetto predisposto nel settembre 2013, relativo all’edificio che ospita la scuola materna Amaltea e la Scuola primaria di via Umberto I. Nel corso dei successivi quattro anni, fino ad arrivare ad oggi, l’amministrazione comunale ha mostrato appieno la propria inadeguatezza ed irresponsabilità nel gestire la situazione, a scapito della salvaguardia dell’incolumità dei nostri figli».
Il comitato dei genitori rivendica «il diritto alla trasparenza». «Più volte», si legge ancora nella lettera al prefetto, «ci siamo confrontati con il sindaco in relazione allo stato dei lavori ed alle modalità con le quali l’amministrazione intendesse portarli avanti mentre i bambini si trovavano all’interno, per accorgerci poi di avere ottenuto in risposta menzogne e false promesse. Abbiamo chiesto invano che delucidazioni e chiarimenti ci fossero forniti per iscritto. Non ci sentiamo più di riporre fiducia nelle parole dell'amministrazione, dopo aver fatto proposte puntualmente bocciate sul nascere, non crediamo sia più possibile interagire con essa, chiediamo di poterlo fare con lei».
Visto che i tempi per la sistemazione dell’edificio si prevedono molto lunghi – almeno secondo il comitato – nella nota si chiede «che venga trovata una sistemazione alternativa che consenta ai nostri figli di frequentare le attività didattiche in sicurezza e serenità».

