Scuole da ricostruire, la tensione resta alta

I meriti rivendicati dal primo cittadino suscitano la reazione degli avversari: «Comune inadempiente»
TERAMO . Le dichiarazioni del sindaco Gianguido D’Alberto sui lavori svolti o prossimi a partire nelle scuole fanno insorgere gli avversari. I candidati sindaco Maria Cristina Marroni e Carlo Antonetti intervengono con distinte note sulle parole di D’Alberto che aveva fatto un punto in questi termini: «Grazie al lavoro messo in campo in questi anni e alle risorse economiche intercettate, tutto il patrimonio scolastico comunale è interamente finanziato. Grazie all’ordinanza Teramo a valere sui fondi del terremoto, tanto è stato già fatto: i lavori per l’adeguamento alla normativa antincendio, la conclusione dei lavori della prima scuola antisismica a Colleatterrato, la realizzazione del polo scolastico a Piano d’Accio ed è prossimo l’avvio dei lavori per il completamento del polo scolastico a Villa Vomano, finanziato con il Pnrr». Un quadro contestato da Marroni che tira in ballo il commissario per la ricostruzione Guido Castelli scrivendogli una lettera per riferire i ritardi dell’amministrazione e chiedere l’attivazione dei poteri sostitutivi previsti dall’ordinanza commissariale 110 del 2020. Marroni spiega come i tempi di intervento per il municipio e sei scuole (Braga, De Jacobis, Savini, San Giuseppe, Villa Ripa, Molinari), dettagliati nell’ordinanza speciale, siano scaduti senza riscontri.
«Il Comune di Teramo», scrive la candidata a Castelli, risulta «totalmente inadempiente rispetto agli obblighi normativi» in base ai quali «la restituzione alla città della funzionalità dei sette immobili sarebbe dovuta avvenire entro un massimo di due anni dal maggio 2021». Marroni perciò chiede al commissario il suo intervento per l’attivazione dei poteri sostitutivi. Antonetti accusa D’Alberto di non dare conto ai cittadini di quanto effettivamente fatto e di «attribuire a me le responsabilità di quanto accaduto negli anni precedenti al suo mandato», scrive il candidato. Un appunto che si lega alle parole che D’Alberto aveva usato nel riferire le differenze con chi l’ha preceduto usando l’espressione «compagine che ha governato la città in passato e che oggi, senza alcun imbarazzo, si ripresenta alla città». Prosegue Antonetti: «Un grande imbarazzo lo provo, ed è quello di chi si trova costretto a leggere che l’amministrazione avrebbe “intercettato fondi” sulle scuole, la gran parte dei quali già definiti prima dell’insediamento della giunta D’Alberto. Mi chiedo perché interventi già finanziati per circa 10 milioni nella sola San Nicolò a Tordino siano ancora in un polveroso cassetto, in attesa che suoni la sveglia e venga almeno conferito l’incarico di progettazione», dice il candidato puntando il dito anche contro la squadra di D'Alberto, definita «profondamente inadeguata». (v.m.)

