Scuole, disponibili 60 aule in periferia

Offerta di un imprenditore al Comune, il sindaco ne parla all’incontro con i genitori: «È una proposta che stiamo valutando»
TERAMO. Per dare agli studenti scuole più sicure arrivano proposte anche da imprenditori locali. Alcuni di loro hanno strutture di recente realizzazione e a norma con le prescrizioni antisismiche che metterebbero a disposizione del Comune in vista del rinnovo del patrimonio edilizio destinato alle attività didattiche. Lo ha annunciato, ieri pomeriggio, il sindaco Maurizio Brucchi durante l'incontro in municipio con la delegazione del comitato dei genitori che chiede garanzie sulla sicurezza delle scuole dopo lo sciame sismico che ha interessato il centro Italia.
Un imprenditore in particolare, stando alle indicazioni fornite dal primo cittadino, sarebbe pronto a cedere all'amministrazione un complesso con sessanta aule pronte nell'immediata periferia della città. La cessione, ovviamente, non sarebbe a titolo gratuito, ma permetterebbe in prospettiva al Comune di sgombrare gli edifici scolastici più vecchi e precari. In cambio del nuovo complesso l'attuale proprietario vorrebbe soldi o anche altri immobili in permuta.«È una soluzione che stiamo valutando», spiega Brucchi, «non siamo chiusi, ma sono necessari approfondimenti». L’operazione in ogni caso verrebbe perfezionata in tempi non coincidenti con l'imminente ripresa delle lezioni, fissata per lunedì prossimo. Sarebbe, però, un'alternativa ai progetti dei poli scolastici non ancora decollati per mancanza di offerte concrete, consentendo di mettere mano all'edilizia scolastica cittadina composta per lo più da immobili datati e da adeguare alle normative non solo antisismiche.
Che il Comune non sarà più in grado di sostenere la piena funzionalità e sicurezza delle trentuno strutture, tra asili nido, materne ed elementari sparse sul territorio è stato evidenziato proprio nel corso dell'incontro con il comitato dei genitori anche dal dirigente del settore lavori pubblici Remo Bernardi. Dal 2010 a oggi tutti gli edifici sono stati sottoposti alle verifiche di stabilità e i recenti controlli ne hanno certificato l'agibilità. «Abbiamo speso quasi dieci milioni di euro», sottolinea Brucchi, «per messe in sicurezza che hanno riguardato anche le disposizioni antincendio, l'abbattimento delle barriere architettoniche e altro». Da fare però resta ancora molto. Solo diciannove scuole hanno la verifica sismica che tra l'altro, come ha ricordato il sindaco ai genitori, è solo la fotografia sullo stato dell'immobile rispetto al rischio di terremoti come quello del 24 agosto. Per gli interventi successivi all'analisi servirebbero venti milioni di euro che Brucchi si è impegnato a trovare bussando alle porte della Regione e del Governo. Nel frattempo, però, verrà quando meno completato il quadro delle verifiche sismiche. Ieri è stata inviata agli ordini di geometri, ingegneri e architetti la convenzione in base alla quale i professionisti garantiranno l'esame degli edifici ancora sprovvisti della certificazione a fronte del solo rimborso delle spese vive da parte dell'amministrazione. «Entro Natale», fa sapere il sindaco, «avremo le verifiche anche sulle diciannove scuole che ancora ne sono sprovviste».
Le mamme presenti alla riunione, però, hanno posto anche altre questioni relative alla sicurezza degli edifici scolastici. Tra queste, n particolare, è stata evidenziata l'assenza o l'inadeguatezza delle uscite di sicurezza alla D'Alessandro, alla San Berardo e alla De Jacobis. Le rappresentanti del comitato, nato su Facebook e che ha raccolto circa seicento adesioni, hanno anche sollecitato esercitazioni in classe e prove di evacuazione con l'intervento di vigili del fuoco o Protezione civile. Sarà affrontato, nel più breve tempo possibile, anche il problema delle uscite di sicurezza che comunque richiede l'individuazione di risorse specifiche per essere superato. Lo stato delle scuole continua a preoccupare le mamme al punto che hanno studiato eventuali soluzioni alternative per trovare una collocazione sicura ai loro figli. A una ditta trentina, leader nei prefabbricati, è stato chiesto un preventivo per l'istallazione di una struttura in cui accogliere gli alunni. Si tratta di un'ipotesi ai limiti dell'irrealizzabilità, ma la paura alimenta anche le idee estreme.
Gennaro Della Monica
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