Scuole, dubbi in consiglio sul progetto Piano d’Accio

24 Febbraio 2017

Brucchi replica a Pomante: «Si deciderà comunque con un voto in aula Il canone da pagare? Potremmo anche riprenderci la struttura da Cantagalli»

TERAMO. L'emergenza terremoto tiene banco in consiglio comunale. Nella seduta di ieri pomeriggio, dedicata alle interrogazioni, si sono susseguite le richieste di chiarimento relative ai temi che da mesi tengono con il fiato sospeso la popolazione. A cominciare dalla condizione delle scuole e dal piano, anticipato dal sindaco Maurizio Brucchi, per l'allestimento di tre nuovi poli tra il centro e la periferia. I dubbi si sono appuntati in particolare sulla destinazione ad uso didattico della struttura di Piano d'Accio attigua allo stadio. Per Gianluca Pomante questa soluzione sarebbe valida come risposta immediata all'emergenza, ma non convince se indicata per il lungo periodo come ha fatto il sindaco. Il consigliere fa riferimento alla spesa prevista per l'adeguamento della struttura,che ammonterebbe a circa 2,3 milioni di euro, e al costo del canone da versare all'imprenditore Sabatino Cantagalli, concessionario dell'immobile per i prossimi vent'anni e titolare di un'azienda definita dallo stesso esponente dell'opposizione «politicamente vicina all'amministrazione». Quest'ultima affermazione viene smentita da Brucchi. «Per anni non ho parlato con Cantagalli», sottolinea, specificando inoltre che i costi di adeguamento saranno inferiori ai 2,3 milioni. Il sindaco, inoltre, ricorda che la struttura è di proprietà comunale e nella trattativa con il concessionario l'ente ne potrebbe tornare in possesso prima della scadenza. Entro due mesi l'immobile di Piano d'Accio sarebbe pronto ad accogliere circa 800 alunni, ma Brucchi tiene a precisare che l'amministrazione non agirà da sola. «Abbiamo elaborato proposte perché i tempi sono ridotti», evidenzia, «il piano sarà comunque sottoposto alla valutazione del consiglio».

Paola Cardelli, però, chiede al sindaco di assumersi la responsabilità di dare per certa la sicurezza delle scuole o di trasferire subito gli alunni in strutture che possano metterli al riparo dai rischi connessi a eventuali nuove forti scosse sismiche. Secondo la consigliera, inoltre, Brucchi avrebbe già riferimenti normativi sull'indice di vulnerabilità minimo per tenere aperti gli edifici scolastici che non si avvicinano al massimo grado di resistenza. La rappresentante dell'opposizione ha anche riportato l'attenzione sugli sgomberi delle palazzine Ater e sul ritardo nel pagamento dei contributi di autonoma sistemazione. Maurizio Verna (Pd) ha proposto il coinvolgimento delle università abruzzesi nella programmazione d'interventi sulle scuole. La sollecitazione è stata raccolta da Brucchi, che ha prospettato l'istituzione di un urban center che faccia da incubatore d'idee per «ripensare la città». Secondo Gianguido D'Alberto (Pd), invece, è urgente affrontare la situazione di casa Salvoni, ulteriormente danneggiata dalle recenti scosse e che rischia di mettere in pericolo i palazzi vicini pregiudicando il progetto di recupero del teatro romano.

Gennaro Della Monica

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