Scuole e sisma, altre carte nelle mani dei magistrati

Acquisita nuova documentazione tecnica di tutti i 32 edifici della provincia su cui s’indaga. Va accertato il rispetto delle norme antisismiche del 2003
TERAMO. E’ la recente acquisizione di una nuova mole di documentazione a delineare i contorni dell’inchiesta aperta nei mesi scorsi dalla Procura su scuole e terremoto. Atti tecnici e non solo (ora nelle mani dei consulenti) prelevati in vari uffici con un obiettivo: accertare che tutte le norme siano state rispettate, a cominciare dalla presenza di quel documento di valutazione dei rischi, in cui è previsto quello sismico, che deve fotografare la realtà dei vari edifici scolastici.
Come quelle introdotte dopo il terremoto in Puglia e Molise del 2002, quello della tragedia della scuola di San Giuliano: dopo quei fatti è stata emanata l'ordinanza del presidente del consiglio dei ministri del 20 marzo 2003 che riclassifica l’intero territorio nazionale in quattro zone a diversa pericolosità, eliminando le zone non classificate e introduce l’obbligo per gli enti proprietari di procedere alla verifica sismica degli edifici strategici e di quelli rilevanti per finalità di protezione civile. Tra questi ultimi ci sono le scuole.
L’obiettivo dell’inchiesta (coordinata dal procuratore Antonio Guerriero e affidato al pool composto dai pm Davide Rosati, Luca Sciarretta e Andrea De Feis) è anche accertare in che modo siano stati usati i fondi post sisma stanziati per mettere a norma le scuole dopo il terremoto dell’Aquila. Quei soldi arrivati da Governo e Regione nel 2014 sono stati utilizzati per l’adeguamento antisismico, così come previsto, o per finanziare altri tipi di interventi? E’ questo il filo che lega l’inchiesta avviata dalla Procura teramana sui 32 istituti scolastici, a partire dagli asili fino alle superiori. Per capire il perchè scuole destinatarie di fondi per lavori antisismici dopo le scosse del 24 agosto e del 30 ottobre del 2016 si siano ritrovate con tanto di crepe e lesioni a minare la sicurezza di alunni e insegnanti. Le ipotesi di reato contestate, per ora aperto contro ignoti e quindi ancora senza nessun indagato, sono quelle di omissioni d’atti d’ufficio e omissione di lavori in edifici che minacciano rovina.(d.p.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA .

