Scuole, il primo problema resta la sicurezza

I presidi attendono i progetti per l’adeguamento sismico. Problemi di aule all’Alessandrini
TERAMO. La riapertura delle scuole è ormai alle porte e l’avvio del nuovo anno scolastico si preannuncia tranquillo, nonostante perdurino ancora alcuni problemi legati al sisma. È quanto emerso, in sintesi, dalle dichiarazioni di alcuni dirigenti scolastici teramani. «La nostra scuola riaprirà il 12 settembre, con qualche giorno di anticipo», dice Lia Valeri, dirigente dell’istituto comprensivo Zippilli-Lucidi, che aggiunge: «Mancano ancora degli insegnanti. In tante province quest’anno c’è l’annoso problematica dei docenti, ma la nostra è una scuola con un organico abbastanza strutturato, quindi il problema delle cattedre vuote è contenuto». Se nel Teramano non sembrano preannunciarsi gravi situazioni legate alla mancanza di personale docente, rimane preponderante l’importanza dell’adeguamento sismico degli edifici. «Confidiamo nell’amministrazione comunale, ente proprietario delle scuole», dice la dirigente scolastica Adriana Sigismondi dell’Ic Savini-San Giuseppe-San Giorgio, «affinché dia seguito a fondi e progetti per l’adeguamento sismico degli edifici in tempi brevi, senza variazioni o dirottamenti. Da parte nostra c’è tutta la collaborazione possibile, anche a livello organizzativo». Discorso diverso, invece, quello che riguarda lo Scientifico Einstein. «Abbiamo dovuto trovare una sistemazione per tre nuove classi», dice la dirigente Clara Moschella, «ma, con l'aiuto della Provincia, siamo riusciti a ricavare una disposizione adeguata. Il problema dell'adeguamento sismico è particolarmente sentito e anche l'edificio dell’Einstein è interessato dal macro finanziamento, ma si era parlato anche del Comi come possibile nuova sede, con la possibilità di un trasferimento in corso d'anno». Anche Lora D'Antona Catacuzzena, dirigente scolastico dell’Ic D’Alessandro-Risorgimento, conferma che quello dell’adeguamento sismico è un problema che purtroppo accomuna tante scuole: «Per una sicurezza sismica ottimale», dice, «è necessario un indice di 1, ma in tutta Italia sono ancora molti gli edifici scolastici ben al di sotto di quel valore. Comunque, per quanto riguarda Teramo, c’è un piano di finanziamento e l’amministrazione comunale sta attivando le procedure per investire». In altre scuole, invece, il problema è quello della mancanza di spazi a seguito della chiusura di alcuni edifici scolastici dopo il sisma. «Quest’anno abbiamo tre classi in più nel nostro istituto», spiega Stefania Nardini, dirigente dell’Iis Alessandrini-Marino, «ma mancano aree per ospitare adeguatamente gli studenti e le attività di laboratorio che devono svolgere». Alcune classi sono ospitate nei locali dove si trovano i laboratori dell’Iti, ottimizzati all’occorrenza, mentre altre attività didattiche si tengono nell'istituto Milli, di cui la stessa preside è reggente. «Abbiamo avuto un aumento delle classi anche al Milli», conclude Nardini, «dove stiamo lavorando per ricavare aule in più, ma è necessario trovare una soluzione adeguata e per questo confidiamo nella Provincia»..
Chiara Di Giovananntonio
©RIPRODUZIONE RISERVATA.

