Scuole lesionate, mancano 37 milioni

È la somma stimata dal Comune per gli interventi di messa in sicurezza. Di Sabatino: «Servono finanziamenti straordinari»
TERAMO. Mancano 37 milioni di euro per l’adeguamento antisismico delle scuole teramane. Quelle con indici di vulnerabilità molto bassi, dunque, rischiano la chiusura. I dati sulla resistenza sismica degli edifici ancora sprovvisti di questo elemento valutativo saranno presentati lunedì alla commissione comunale di garanzia e ai dirigenti scolastici. In base alle schede Aedes, consegnate dal Comune all’ufficio speciale per la ricostruzione a seguito dei controlli avviati in occasione delle violente scosse dei mesi scorsi, è già disponibile una stima della cifra necessaria per la messa in sicurezza delle 34 strutture destinate agli studenti. Il conto, sebbene approssimativo, è di 47 milioni di euro che per ora il Comune copre per meno di un quarto.
A disposizione, infatti, ci sono circa dieci milioni derivanti dalle somme impegnate per il polo scolastico alla San Giuseppe, che oltre al ripristino dello storico edificio adibito a materna ed elementare comprende anche la realizzazione nell’area del vecchio stadio di una scuola media, per la messa a norma della Risorgimento e per la rifunzionalizzazione della materna di Villa Ripa. Tutto il resto al momento è fuori budget e servirà un «piano straordinario» per rendere sicuro il patrimonio edilizio scolastico cittadino. A sollecitare questa soluzione è il vicesindaco con delega alla ricostruzione Alfonso Dodo Di Sabatino Martina reduce da una riunione a Roma del tavolo nazionale dell’Anci che raggruppa i Comuni del cratere sismico. L’incontro è stato l’occasione per fare il punto sugli aspetti normativi della ricostruzione, con l’analisi delle modifiche e delle aggiunte ai testi già prodotti, e anche per tornare a evidenziare la necessità di fondi compensativi dei minori introiti derivati da Tia e addizionale Irpef non versate dagli sfollati.
Di Sabatino, però, ha anche rilanciato l’allarme sulla messa in sicurezza degli edifici scolastici. «Non abbiamo risorse per affrontare un’emergenza di queste proporzioni», spiega, «e la risposta non può essere affidata ad attività di pianificazione ordinaria». Il governo, infatti, ha annunciato che per gli interventi sulle scuole affidati all’ufficio per la ricostruzione sarà varato un piano pluriennale d’investimenti.
L’unica certezza per Teramo è rappresentata dai quattro milioni di euro stanziati per la San Giuseppe a cui si aggiungerà una somma di pari importo o di poco superiore da stornare dal finanziamento del cosiddetto “bando per le periferie” da destinare alla realizzazione della struttura che prenderà il posto della tribuna del vecchio stadio e accoglierà gli studenti evacuati dalla media Savini. A questo progetto si aggiunge l’intervento in corso alla Risorgimento che, con i 350mila euro donati dal Conad e 300mila euro riferirti a precedenti finanziamenti per la messa in sicurezza, tornerà in funzione da settembre. Dall’ufficio speciale sono arrivati anche 180mila euro da utilizzare per la sistemazione della scuola materna di Villa Ripa, ma la programmazione per ora si ferma qui.
Di Sabatino evoca per questo l’adozione del piano straordinario per le scuole. «Continuiamo a svolgere il nostro ruolo istituzionale di pungolo che ha già dato risultati», tiene a evidenziare il vicesindaco, «assolvendo alla funzione politica che ci è richiesta nei confronti della Regione e del governo». L’imminente pubblicazione degli indici di vulnerabilità rischia di aggiungere infatti ulteriori incertezze sull’utilizzabilità delle strutture scolastiche. Diverse avrebbero valori bassi e l’amministrazione potrebbe chiuderle.
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