Scuole non a norma nell’inchiesta di Sky

26 Ottobre 2016

Atri, le telecamere raccontano il caso di due edifici scolastici e della cattedrale chiusa dopo il sisma

ATRI. Le telecamere di Sky arrivano ad Atri per raccontare degli edifici pubblici che non rispettano le norme antisismiche. L’ inchiesta dal nome “L’Italia Trema” è andata in onda ieri pomeriggio e ha toccato le criticità anche di altre località fuori Abruzzo come alcuni centri vicino a Reggio Calabria, Norcia e di località alle pendici del Vesuvio. L’inviato di Sky ha dapprima visitato il duomo di Atri, chiuso dopo il recente sisma nonostante recenti lavori di ristrutturazione, intervistando il parroco don Giuseppe Bonomo e poi ha posto la sua attenzione sullo stato di sicurezza dei complessi scolastici. Le telecamere hanno inquadrato l’istituto comprensivo di viale Umberto I facendo emergere lo stato in cui versano le aule, la palestra crollata a causa del peso della neve mettendo in evidenza come dei circa 2 milioni e 400mila euro stanziati per la messa a norma del complesso ancora tutto sia ancora fermo. Intervistata anche la dirigente scolastica Iolanda Iannelli che ha evidenziato come «anche se la scuola elementare non abbia i requisiti di antisismicità può essere comunque considerata sicura». Le telecamere di Sky hanno poi intervistato sia alcuni genitori degli studenti da mesi in stato di agitazione sia il sindaco Gabriele Astolfi che ha detto come i ritardi siano dovuti «ad un eccesso di burocrazia e che dopo la gara d’appalto si innescano una serie di situazioni che non sono più connesse all’attività del Comune», riferendosi ai ritardi derivanti dal Genio Civile e dalle nuove disposizioni del governo in materia di appalti. Il giornalista ha parlato anche della scuola “Mambelli” inserita negli elenchi “neri” della protezione civile. Infine, un punto è stato fatto anche sull’ospedale San Liberatore che dal 1960, anno di costruzione, non è stato adeguata alle norme antisismiche.

Domenico Forcella

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