Scuole, ora si cercano spazi provvisori

Entro l’estate 2020 bisogna trovare locali per gli alunni della De Jacobis, che subirà lavori di adeguamento sismico
TERAMO. La ricostruzione nelle scuole comporterà il trasferimento degli studenti. È stato questo uno dei temi affrontati da amministratori e tecnici di Comune e Provincia nella prima riunione del tavolo tecnico-politico sugli edifici scolastici da rimettere in sesto dopo lo sciame sismico a cavallo tra fine 2916 e inizio 2017. L’esigenza di trovare spazi alternativi per gli studenti è emersa non solo per le strutture che necessitano di interventi radicali di riparazione dei danni, ma anche per quelle da sottoporre ad adeguamenti di impatto più limitato.
La questione si pone innanzitutto per l’elementare De Jacobis, finanziata con 2,4 milioni di euro dalla Protezione civile, che nei piani dell’amministrazione comunale rientra nel primo blocco d’interventi da avviare entro settembre. In questo lotto rientrano anche l’edificio della Savini in centro e la sede storico dell’istituto musicale Braga in piazza Verdi che però sono stati sgomberati durante l’emergenza sismica e di conseguenza non richiederanno il trasferimento degli studenti. La De Jacobis, invece, è tutt’ora in funzione nonostante i problemi strutturali, che non potranno essere risolti con la permanenza degli alunni al suo interno.
Il trasloco si renderà necessario anche per gli iscritti agli istituti superiori di competenza della Provincia. L’ente guidato da Diego Di Bonaventura ha otto interventi in fase di progettazione, con diversi gradi di avanzamento della procedura, di cui sette riguardanti strutture che si trovano in città. Si tratta, dunque, di evitare accavallamenti con il Comune nella realizzazione dei lavori e dell’eventuale ricollocazione degli studenti. «Il tavolo nasce proprio con l’obiettivo di coordinare gli interventi già definiti», spiega il sindaco Gianguido D’Alberto, «e in prospettiva di condividere la pianificazione di quelli successivi». Su questo aspetto nel corso della riunione di ieri ha insistito il consigliere indipendente di maggioranza Maurizio Verna che ha prefigurato una riorganizzazione complessiva dell’edilizia scolastica a livello cittadino. La sua sollecitazione è stata recepita, però, come obiettivo di lungo periodo. A orientare i due enti verso il ripristino delle strutture esistenti è anche la disposizione contenuta nell’ultimo decreto sisma, secondo cui gli edifici scolastici inagibili vanno ricostruiti nella zona dove si trovano e quelli dismessi non possono cambiare destinazione. La ricognizione sulle singole strutture da sottoporre agli interventi e sulle scadenze previste è uno degli aspetti su cui si concentrerà il tavolo che avrà anche finalità politiche. «Il lavoro sinergico darà anche maggior forza a Comune e Provincia nel rapporto con l’Ufficio speciale per la ricostruzione e con gli altri enti finanziatori», osserva D’Alberto, «nel ridefinire i tempi di utilizzo delle risorse sulla base di una pianificazione chiara e di esigenze accertate». In prospettiva c’è anche la ridefinizione della cumulabilità degli stanziamenti, tra quelli derivati da assicurazione e quelli provenienti da contribuzione pubblica, che al momento è esclusa da disposizioni commissariali su cui pendono però ricorsi al Tar.
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