Scuole sicure, scatta la maxi inchiesta

25 Ottobre 2024

Il procuratore apre un fascicolo: si indaga sull’indice di vulnerabilità anche di altri edifici. Per ora si procede contro ignoti

TERAMO. La premessa è indispensabile ed essenziale: nel 2018, dopo due anni di indagini, sopralluoghi e consulenze, un decreto di archiviazione chiuse la maxi inchiesta aperta dalla Procura teramana su 32 scuole (dagli asili agli istituti superiori) passate ai raggi x dopo il terremoto del 2016. Oggi, dopo il sequestro del Convitto e del liceo Delfico, c’è un nuovo fascicolo firmato dal procuratore Ettore Picardi a riaccendere i fari sullo stato degli edifici scolastici, partendo dalla considerazione degli indici di vulnerabilità. Non solo scuole, ma anche altri edifici pubblici.
L’inchiesta, al momento contro ignoti, muove i passi dall’esposto depositato nei giorni scorsi dagli ex docenti Elso Simone Serpentini e Lino Befacchia. Cinque pagine in cui i firmatari hanno posto in evidenza questioni legate alla sicurezza di altri edifici pubblici teramani nell’ambito di una vasta mobilitazione scattata in città dopo il sequestro del Delfico. Che, per i firmatari dell’esposto, non sarebbe più insicuro di altri edifici pubblici. «Come risulterebbe dagli indici di vulnerabilità relativi agli istituti superiori della zona sismica 2 della provincia di Teramo», si legge infatti nell’esposto, «quasi tutti gli edifici scolastici pubblici si troverebbero in condizioni peggiori rispetto a quello sequestrato preventivamente il 3 ottobre. Come risulterebbe dagli indici di vulnerabilità relativi agli edifici scolastici di tutti i comuni della provincia di Teramo di cui all’elenco redatto dalla regione Abruzzo Dipartimento Opere Pubbliche, Governo del territorio e Politiche Ambientali, servizio Prevenzione dei Rischi di Protezione civile molti edifici scolastici pubblici si troverebbero in condizioni peggiori rispetto a quello sequestrato preventivamente il 3 ottobre». E, si legge ancora nell’esposto: «nella città di Teramo insistono numerosi edifici pubblici dei quali da più parti si predica che abbiano un indice di vulnerabilità finanche inferiore allo 0,46 del liceo Delfico (ad esempio la prefettura, il tribunale, la questura, l’ospedale Mazzini e sicuramente molti altri)».
Il primo atto dell’inchiesta è la delega alla polizia giudiziaria per l’acquisizione di quella che si annuncia una voluminosa documentazione che oggi come nel fascicolo aperto nel 2016, si prefigge di accertare anche il rispetto delle normative. A cominciare da quelle introdotte dopo il terremoto in Puglia e Molise del 2002, quello della tragedia della scuola di San Giuliano con 27 bimbi morti: dopo quei fatti è stata emanata l’ordinanza del presidente del consiglio dei ministri del 20 marzo 2003 che riclassifica l’intero territorio nazionale in quattro zone a diversa pericolosità.
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