Scuole, varato il piano che taglia due dirigenze: è scontro su una sede

2 Novembre 2024

Il Grue va con l’Einstein, la scuola media di Castelli con Isola-Colledara Dubbi sulla presidenza a Torricella nell’unione con Campli e Civitella

TERAMO . L’istituto d’arte di Castelli con il liceo scientifico Einstein di Teramo, la scuola media di Castelli accorpata all’istituto comprensivo di Isola-Colledara e quello di Campli unito a Civitella-Torricella con spostamento della direzione didattica in quest’ultima sede. È questa la nuova mappa delle scuole teramane definita in Provincia nella seduta della conferenza sul dimensionamento convocata dal presidente Camillo D’Angelo e alla quale hanno partecipato sindaci e la dirigente dell’ufficio scolastico provinciale Clara Moschella. L’assetto che, sulla base delle disposizioni ministeriali trasmesse dalla Regione, di fatto taglia due dirigenze sul territorio non ha raccolto consensi unanimi.
Si sono infatti astenuti i sindaci di Atri Piergiorgio Ferretti, Campli Federico Agostinelli, Castelli Rinaldo Seca e Civitella Cristina Di Pietro, oltre a Moschella. Non hanno condiviso la postilla in calce alla proposta approvata – ce n’era in ballo un’altra ancor meno apprezzata – che indica Torricella come sede della dirigenza per l’istituto comprensivo accorpato con Civitella, che attualmente ospita l’ufficio, e Campli. D’Angelo, comunque, vede il bicchiere pieno e si dice soddisfatto per il via libera a un assetto che «riorganizza le dirigenze per zone omogenee a tutela soprattutto delle aree interne». Il presidente tiene a ribadire che i tagli sono inevitabili. «Siamo riusciti a scongiurarli l’anno scorso», puntualizza, «e sebbene rappresentino un ulteriore duro colpo per le aree dell’entroterra, non c’è stato modo di bloccarli ulteriormente». Per Seca si tratta in ogni caso di «un amaro calice che dobbiamo bere», per cui non avrebbe potuto avallare qualsiasi soluzione che sacrificasse, com’è nei fatti, la presidenza del Grue. Così come non va giù a Di Pietro che Civitella perda la sede della dirigenza a favore di Torricella sulla base di un mero criterio di baricentricità rispetto al comprensorio. La prima cittadina nel corso della riunione ha fatto notare che la scelta sulla collocazione delle presidenze non è di competenza della conferenza provinciale dei sindaci. Di conseguenza non andava inserita nel documento approvato né tanto meno può essere imposta dal presidente. D’Angelo ha precisato che il testo varato è solo propositivo, non deliberativo, per cui l’indicazione di Torricella non è vincolate, ma i dubbi sono rimasti. Anche Ferretti si è detto contrario al metodo che prevede la collocazione della dirigenza nel comune in posizione baricentrica rispetto agli altri. «Nel caso della val Fino andrebbe a Castiglione», spiega, «a discapito di Atri, nonostante la differenza di presenza di istituti e studenti». Il primo cittadino atriano ha colto l’occasione per esprimere ferma contrarietà nei confronti della seconda soluzione prospettata da D’Angelo e che avrebbe coinvolto anche il suo territorio. Questa proposta – peraltro scartata all’unanimità fin dall’inizio – non contemplava l’accorpamento di Torricella a Campli-Civitella, ma prevedeva l’unione tra l’istituto comprensivo di Atri con quello della Val Fino. Per Moschella sarebbe stato più funzionale l’assetto indicato dalla Regione con Torricella aggregata alla Zippilli di Teramo. Dello stesso avviso Agostinelli che avrebbe respinto, se fosse stato possibile, entrambe le soluzioni prospettate da D’Angelo.
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