Scuole, via all’inchiesta

La procura apre un fascicolo dopo gli esposti dei comitati dei genitori
TERAMO. Dopo le proteste, le polemiche, le chiusure e i sit-in, è un’inchiesta della procura a mettere il primo punto fermo su scuole e terremoto, su scuole e sicurezza. Il fascicolo è quello aperto dal pm Davide Rosati: nasce dall’esposto presentato qualche settimana fa da numerosi genitori della elementare Noè Lucidi e da quello risalente a qualche mese prima (dopo il sisma del 24 agosto) firmato dal comitato delle mamme e riguardante le certificazioni antisismiche di 31 istituti scolastici teramani.
Per ora nessun iscritto nel registro degli indagati, ma una ipotesi di reato già ben definita: l’articolo 677 del codice penale, ovvero l’omissione di lavori in edifici o costruzioni che minacciano rovina. Nel fascicolo del pm, in cui molto probabilmente verranno riuniti anche altri esposti presentati di recente sulle scuole, c’è già una prima documentazione destinata ad aumentare nelle prossime ore con l’acquisizione di ulteriori atti e verbali. A cominciare da quelli dei lavori di adeguamento antisismico costati 800mila euro alla Noè Lucidi, chiusa nei giorni scorsi dopo la scoperta di una fessura nel pavimento del secondo piano. Una crepa, visibile anche sul soffitto del piano sottostante, che si è palesata dopo le verifiche che avevano consentito all'amministrazione comunale di dichiarare agibile e riaprire la scuola. Che ora è stata chiusa fino a Natale con i bambini trasferiti in parte alla Zippilli e in parte al Parco della scienza. Un provvedimento, quello della chiusura, che l’amministrazione ha detto di aver adottato per anticipare i lavori d’installazione di una rete protettiva nei solai già pianificati per la prossima estate, sottolineando in più occasioni «la sicurezza della scuola garantita anche dopo i controlli della Protezione civile». Provvedimento, quello della chiusura, che ai genitori è suonato come una presa in giro. «Ma se la scuola era sicura, perché anticipare lavori che erano previsti a giugno?» hanno detto in più occasioni. Nel fascicolo della procura, oltre agli esposti dei genitori, molto probabilmente confluirà anche quello presentato nei mesi scorsi dal comitato di quartiere De Albentiis sui lavori fatti nella scuola prima del terremoto di Amatrice. Secondo il comitato la ditta incaricata dei lavori non avrebbe avuto i requisiti necessari. L'edificio, in quanto di valore storico, è sottoposto a tutela architettonica e per questo, secondo il comitato, i lavori andavano affidati a imprese specializzate. La ditta a cui fu assegnato l'appalto, stando a quanto rappresentato nell’ esposto, non avrebbe avuto le caratteristiche richieste per operare sull'edificio che ospita la scuola e non avrebbe subito alcuna verifica nonostante le segnalazioni.
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