«Se aumentano le bollette si potrà cambiare gestore»

17 Maggio 2015

GIULIANOVA. Il capogruppo della lista civica “Per Francesco Mastromauro sindaco” Lorenzo Di Teodoro risponde alle critiche del Movimento 5 Stelle in merito alla decisione di vendere la Julia servizi...

GIULIANOVA. Il capogruppo della lista civica “Per Francesco Mastromauro sindacoLorenzo Di Teodoro risponde alle critiche del Movimento 5 Stelle in merito alla decisione di vendere la Julia servizi e spiega che, per quanto riguarda eventuali rincari nelle bollette, «la libera concorrenza e la pluralità di offerta nel mercato dei prodotti gas ed energia elettrica consentiranno un contenimento dei costi, fermo restando il fatto che, operando a Giulianova ben 32 società che si occupano di tali servizi, i cittadini avranno la possibilità di scegliere l’operatore più conveniente».

Margherita Trifoni, consigliere del M5S, durante il consiglio di lunedì scorso aveva espresso le sue critiche ipotizzando che la vendita della società partecipata ad un privato avrebbe comportato inevitabilmente l’aumento delle tariffe. «Il M5S di Giulianova», si chiariva in una nota del movimento, «è favorevole alla dismissione delle partecipate, prima tra tutte dovrebbe però essere dismessa la Giulianova patrimonio, che grava pesantemente sulla collettività, senza portare reali benefici (vedasi incuria del verde nella nostra città), il cui presidente vedrà invece aumentati i poteri e il controllo della gestione clientelare dei posti di lavoro».

Di Teodoro, sostenendo che nessuna forzatura è stata fatta nella vendita della Julia servizi perché «svolge attività non indispensabili per un Comune e la legge di stabilità 2015 ha imposto ai Comuni di alienare o dismettere società partecipate che operano in regime di mercato e che non svolgono servizi pubblici locali» e che i posti di lavori verranno conservati con apposite clausole contrattuali, risponde anche in merito alla Giulianova patrimonio. «La Giulianova patrimonio», conclude il consigliere, «società anch’essa sana e che al contrario dell’altra può essere mantenuta perché svolge servizi pubblici locali, per effetto della sua trasformazione in società in house diventerà parte integrante del Comune e si avrà un controllo maggiore e diretto da parte dell’ente e una drastica riduzione dell’autonomia gestionale e decisionale dell’amministratore unico». (m.t.)

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