Segnalazione in ritardo In arrivo i primi indagati

La Procura procede per omicidio colposo, verrà disposta l’autopsia. Da chiarire anche perché i bagnini non abbiano richiamato a riva i due amici sul materassino
TERAMO. Proverà l’inchiesta giudiziaria a fare chiarezza. Cercando di rispondere a due interrogativi:perché lunedì mattina nessuno ha fermato quei due ragazzini in balia delle onde di un mare molto mosso e perché la segnalazione di un disperso non è scattata subito.
Per ora il fascicolo aperto dal sostituto procuratore Andrea De Feis è per omicidio colposo e contro ignoti, ma è ipotizzabile che già nelle prossime ore possano partire i primi avvisi di garanzia soprattutto in presenza di un accertamento irripetibile come è l’autopsia che il magistrato disporrà. Non è escluso che gli avvisi di garanzia possano riguardare i bagnini che lunedì mattina erano in servizio su quel tratto di spiaggia e a cui, così come previsto dalle ultime normative, spetta il compito della sicurezza. Avvisi di garanzia che, in questa primissima fase dell’inchiesta, rappresentano un atto dovuto per consentire a tutti, proprio in previsione dell’autopsia, di nominare un proprio consulente. Va detto che un primo esame del corpo ha escluso la presenza di ferite che possano far ipotizzare che sia finito contro gli scogli. Nel fascicolo del magistrato confluiranno le tante testimonianze raccolte in questi giorni dagli uomini della capitaneria di porto di Giulianova, guidati dal tenente di vascello Claudio Bernetti, a cominciare proprio dal racconto dell’amico di Mohamed, il ragazzino che era con lui e che lunedì mattina è riuscito a mettersi in salvo nuotando. Il giovane ha raccontato di essere uscito dall’acqua tra le 12.30 e le 13 di aver chiesto aiuto raccontando di non aver più trovato l’amico ma di non essere stato creduto. La prima segnalazione è arrivata alla guardia costiera intorno alle 15 e immediatamente sono scattati i soccorsi e le ricerche in mare con l’intervento dei sommozzatori dell’Opsa e dei vigili del fuoco.
Gli ufficiali della guardia costiera hanno già ascoltato numerosi bagnini e titolari di stabilimenti balneari. A questo si è aggiunta anche l’acquisizione di svariate immagini catture dagli impianti di video sorveglianza proprio di alcuni stabilimenti balneari e attività della zona in cui si è consumata la tragedia,nel tratto di mare compreso tra il Malibù e l’Arlecchino.(d.p.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.

