Sei anni fa la sparatoria tra due clan di albanesi
L’omicidio di un giovane tra i tavolini di un bar di viale della Vittoria fu il drammatico epilogo della spartizione di traffico di droga e prostituzione
ALBA ADRIATICA. La cronaca si riavvolge su se stessa. Perché era un pomeriggio del 20 ottobre del 2012 quando in un bar della centralissima via Vittoria di Alba un cittadino albanese sparò ad un connazionale uccidendolo tra i tavolini di un bar. L’epilogo drammatico di un regolamento di conti per questioni legate a droga e prostituzione, l’immagine più violenta di una criminalità pronta ad agire in strada, di giorno, davanti a passanti impietriti.
Quel giorno il 23enne Hysemy Perparim, sparò in bocca al connazionale Leven Ferra, 40 anni. Perparim dopo aver sparato e ucciso Ferra esplose altri due colpi di pistola contro due guardaspalle della vittima, che lo colpirono con tre coltellate. L'imputato fuggì sanguinante, fu soccorso e ricoverato in ospedale per un lungo periodo, in coma. Fu il guanto di paraffina sulle sue mani a farlo identificare come l'autore del delitto.
Secondo la Procura teramana si trattò di un regolamento di conti tra clan albanesi abruzzesi e marchigiani che si contendevano il mercato della prostituzione e della droga, giunto a 48 ore da un grave pestaggio dell'aggressore da parte della vittima.
In primo grado venne condannato all’ergastolo e in secondo a 26 anni. Successivamente la Cassazione annullò quella condanna e rinviò gli atti alla Corte d’appello di Perugia. Il secondo processo si è chiuso con un’altra condanna.
E l’anno scorso ad Alba un altro omicidio: quello di Manuel Spinelli, 22enne rom ucciso con due coltellate sferrate dal 27enne albanese Fitim Koldashi che di recente è stato condannato a trent’anni al termine di un rito abbreviato. L'omicidio si era consumato in pochi istanti quando, secondo la ricostruzione effettuata dai carabinieri del nucleo investigativo, la vittima, che si trovava fuori a cena con alcuni parenti, si sarebbe incrociato casualmente con l'albanese, che in quel momento stava passando in auto con la sua fidanzata, la ex di Spinelli. Secondo quanto emerso nel corso delle indagini l'albanese sarebbe passato vicinissimo con la macchina al gruppetto e ci sarebbe stato qualche sguardo di troppo e qualche parola grossa. A quel punto il 27enne sarebbe sceso dall'auto e tra i tre sarebbe scoppiata una scazzottata. Poi i fendenti sferrati dall'albanese, con due coltellate che hanno raggiunto Spinelli al volto e al cuore. Koldashi ha sempre sostenuto di aver tirato fuori il coltello, che portava sempre con sé, solo per difendersi. (d.p.)
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