Sei anni per droga al fratello del tunisino ucciso dai carabinieri

8 Maggio 2015

TERAMO. Sei anni di reclusione con il rito abbreviato per spaccio di droga. E’ questa la pesante condanna decisa dal giudice per l’udienza preliminare Giovanni Canosa nei confronti di Hamor Hayyal,...

TERAMO. Sei anni di reclusione con il rito abbreviato per spaccio di droga. E’ questa la pesante condanna decisa dal giudice per l’udienza preliminare Giovanni Canosa nei confronti di Hamor Hayyal, fratello di Akim Hayyal, il tunisino ucciso con un colpo di pistola esploso da un carabiniere durante un’operazione antidroga ad Alba Adriatica. Nel corso di quell’operazione – per la quale sono indagati due militari: il brigadiere che sparò il colpo e l’appuntato che lo accompagnava – vennero trovati 150 grammi di eroina che, secondo le accuse, i due fratelli tunisini stavano spacciando. Ed è proprio per i fatti legati alla droga che ieri Hamor Hayyal è stato processato e condannato.

Lo stesso tunisino è stato interrogato l’altro ieri, nel corso di un incidente probatorio, in merito alla tragica vicenda in cui ha perso la vita il fratello, avvenuta nel dicembre dell’anno scorso nell’appartamento dei due, situato in un grosso condominio sul lungomare di Alba Adriatica. Nell’interrogatorio il tunisino ha ricostruito –non senza contraddizioni rispetto alla sua prima versione dei fatti – l’irruzione dei militari nell’appartamento, dicendo che né lui né il fratello avevano aperto la porta perché i carabinieri non si erano qualificati. Ha inoltre riferito di avere sentito urlare «aprite o spariamo». Secondo gli inquirenti invece i due fratelli avrebbero cercato di non fare entrare i militari spingendoli verso l’esterno e maneggiando un grosso coltello.

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