Sei rivoluzioni nel programma dei Pentastellati

MONTORIO. E’ Riccardo Panzone, 38 anni, avvocato, a guidare la lista dei "Pentastellati Montorio". Il programma parla di sei «rivoluzioni pacifiche pentastellate», che nascono da «un lavoro...
MONTORIO. E’ Riccardo Panzone, 38 anni, avvocato, a guidare la lista dei "Pentastellati Montorio". Il programma parla di sei «rivoluzioni pacifiche pentastellate», che nascono da «un lavoro meticoloso in termini di fattibilità, finanziabilità e copertura economica». A partire da quella amministrativa con la costituzione di un ufficio comunale per la gestione dei fondi europei e per la ricostruzione, che funga anche da sportello informativo diretto per il cittadino e di un albo unico comunale relativo agli incarichi esterni. E ancora, la ricostruzione partecipata, con la creazione di un ufficio comunale «gestione fondi e ricostruzione», che promuova gemellaggi operativi con esperienze analoghe (Gemona in Friuli) e la redazione di un crono programma dei lavori, che favorisca il celere rientro dei residenti nelle proprie abitazioni. La rivoluzione industriale ecocompatibile, con l’installazione sul territorio di un centro di prima trasformazione della canapa, unico nel centro Italia, che possa consentire anche la riconversione dei terreni agricoli già attivi e di sfruttare quelli incolti. I Pentastellati puntano, anche, sulla rivoluzione commerciale attraverso la creazione di un marchio unico delle eccellenze tipiche del territorio (Gran Sasso), di un sito di vendita on line e di un centro temporaneo del commercio al dettaglio in zona sae/map. E a favore del commercio, la revisione del regolamento comunale con la previsione di sgravi fiscali relativi a Imu, Tari e Tosap. Panzone parla della «rivoluzione energetica a km 0» con la redazione di un piano regolatore di pubblica illuminazione del fotovoltaico sugli edifici pubblici e la realizzazione di un mini idroelettrico sul fiume Vomano, mutuato da progetti pilota già esistenti. E, infine, della rivoluzione culturale, con la creazione di una rete di sostegno e valorizzazione dei talenti e delle eccellenze locali, attraverso la realizzazione del distretto delle tipicità culturali. Rivoluzioni «che verranno condivise con i territori limitrofi a mezzo dell’istituzione di un tavolo di coordinamento della cooperazione territoriale».
Catia Di Luigi
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