Semafori fuori uso, il Pd attaca il Comune

24 Gennaio 2015

«Si devono verificare gravi incidenti prima che si intervenga per ripararli?»

ROSETO. «L’amministrazione comunale di Roseto continua a dimostrarsi sorda e insensibile nei confronti della sicurezza dei suoi cittadini». Ad affermarlo sono i rappresentanti del Pd locale, i quali in una nota puntano il dito contro il cattivo funzionamento della maggior parte degli impianti semaforici che si trovano sul territorio comunale. «Si devono verificare gravi incidenti», si legge in una nota del Pd, «prima che si intervenga per riparare i semafori? E’ la domanda frequente che ci ripetono i cittadini rosetani e in particolar modo della frazione di San Giovanni, dove da tempo il semaforo vicino alla centrale Enel è fuori servizio». Questo rappresenta un’evidente situazione di pericolo per chi si deve immettere sulla statale 150 e, anche se fino a oggi non si sono verificati incidenti nella zona, tale situazione mette ogni giorno automobilisti e pedoni in serio pericolo.

«Nonostante nella frazione abiti un autorevole esponente dei liberalsocialisti e della maggioranza», si legge ancora nel documento, «non si riesce a risolvere il problema. E la situazione non è migliore nelle altre parti del territorio, compreso il capoluogo, come ad esempio in via Palermo, dove da tempo il semaforo è fuori uso e altri impianti si presentano con lampade bruciate». Ma non ci sono solo i semafori nel mirino del Pd. «Emblematico e paradossale è il caso delle griglie del sottopasso nei pressi di piazza Marco Polo», prosegue infatti la nota, «nonostante le nostre ripetute segnalazioni, lo stato di abbandono permane e peggiora». Un degrado diffuso e generalizzato, secondo l’analisi del Pd rosetano, i cui esponenti ipotizzano che la causa di tale situazione possa annidarsi in una strategia mirata da parte della maggioranza. «Forse volutamente si è lasciato il territorio in abbandono per motivare ancora di più la scelta di esternalizzare i servizi?», chiedono infatti i rappresentanti del partito di opposizione. «Chissà come sarebbe curato il territorio se gli amministratori avessero la stessa solerzia e tempestività con la quale approvano le varianti urbanistiche?». Altro tema scottante a Roseto è appunto quello relativo all’urbanistica, tirato in ballo pesantemente anche da Gianfranco Marini, l’esponente liberalsocialista che ha rassegnato le dimissioni qualche giorno fa anche a causa della situazione dell’edilizia privata a Roseto, da lui stesso definita «dannosa e pericolosa». (f.ce.)

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