Senza casa, costretta a vivere in macchina

Martinsicuro, grido di aiuto di una donna. Il Comune: «Non possiamo aiutarla, non è residente»
MARTINSICURO. «Sono costretta a vivere in auto in questo momento di difficile situazione generale, è una cosa che mi fa perdere anche la dignità di persona». Questo il grido di aiuto di P.V. una donna celibe di 42 anni che da quando è iniziata la pandemia vive in un’auto, una Opel prestata da amici, parcheggiata nelle strade di Martinsicuro. La donna racconta la sua vicenda con le lacrime agli occhi precisando: «Non chiedo elemosina ma solo un tetto che mi dia dignità visto che molte persone già mi stanno aiutando in questo critico momento, non solo per mangiare ma anche prestandomi un bagno per fare i bisogni e potermi lavare».
La donna racconta la storia che l’ha portata a perdere un tetto sotto il quale affrontare la pandemia. «Avevo acquistato un piccolo alloggio a Martinsicuro e lo avevo anche pagato. Mancava solo il rogito notarile per il passaggio di proprietà, che non ho potuto stipulare per mancanza di soldi. Sono indigente e sopravvivo facendo la barista e la cameriera, ma in questo momento tali lavori sono fermi. Dopo alcuni rinvii della stipula del passaggio di proprietà il padrone dell’alloggio ha cambiato la serratura e mi ha lasciato fuori con dentro ancora le mie cose». La donna ha cercato di rientrare in casa senza successo: il suo avvocato ha fatto richiesta per ben tre volte al tribunale di anticipare l’udienza prevista a luglio, visto il delicato momento, con le istanze sempre rigettate. Nella questione sono intervenuti anche i carabinieri che hanno evidenziato la situazione ai sevizi sociali di San Benedetto del Tronto, dove la donna ha una residenza anche se fittizia. I servizi sociali marchigiani hanno risposto che non hanno alloggi, rimbalzando la problematica ai servizi sociali di Martinsicuro. La situazione non si risolve, con la donna che vive in macchina ed è esposta quotidianamente al rischio contagio.
«Purtroppo abbiamo le mani legate, la burocrazia non ci permette di fare di più», il commento dell’assessore ai servizi sociali di Martinsicuro Marcello Monti, «conosciamo la situazione ma dopo un primo intervento non possiamo andare oltre, le norme parlano chiaro: della situazione si deve fare carico il paese di residenza, ossia San Benedetto del Tronto. Noi un piccolo aiuto lo abbiamo dato ma oltre non possiamo andare. Parlerò con il Comune piceno per cercare di risolvere la situazione che certamente è drammatica».
Sandro Di Stanislao
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