Senza pensione scrive alla Boldrini

1 Agosto 2016

Anziano di Atri: «Norme sulla reversibilità inique». La presidente non risponde

ATRI. La storia che raccontiamo evidenzia quando si è incrinato il rapporto tra cittadini ed istituzioni.

Massimo Cellinese di 86 anni, residente ad Atri, nel 2014 dopo la perdita della moglie, visto il misero trattamento di reversibilità riservatogli dall’Inps e preoccupato per la propria posizione finanziaria, non si è perso d’animo, ha preso carta e penna e ha scritto alla presidente della Camera dei deputati Laura Boldrini. Nella missiva denunciava: «Quello che mi è capitato potrebbe ripetersi per tante altre persone. Riguardo la richiesta di reversibilità della pensione a favore del coniuge superstite, l’applicazione dell’attuale normativa conferma il suo mancato principio di equità e giustizia in quanto produce l’inverosimile effetto di favorire le pensioni più alte a discapito di quelle più basse, riducendo i cittadini in una soglia minima di sopravvivenza». Lo sfogo continuava: «Il mio caso è sul tavolo anche del Presidente della Repubblica, la prego di intervenire per correggere tale iniquità che riconosce dei diritti pensionistici minimi lesivi della dignità di essere umano, confido nella sua rara sensibilità affinchè la mia richiesta venga accolta in senso cristiano».

La lettera per l’anziano è rimasta fino ad oggi senza alcuna risposta. Cellinese non ha mollato ed ha scritto di nuovo, lo scorso 30 maggio, una seconda missiva: «Dottoressa Boldrini, sono ancora io, Cellinese. Oltre al pessimo trattamento ricevuto dall’Inps pesa anche il triste trattamento da lei riservatomi, ossia quello di non avermi accordato una risposta che a lei si impone per la carica istituzionale che esercita, tutto ciò mi mortifica e avvilisce: sono state calpestate anche le minime regole di buona creanza e galateo. Per rispondermi sta aspettando che io muoia?».

Domenico Forcella

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