Sequestrate case e auto alla rom Il tribunale: «Ladra pericolosa»

8 Novembre 2022

I giudici aquilani per le misure di prevenzione accolgono la richiesta del questore Pennella La donna condannata per furti commessi nelle abitazioni di molti anziani e anche di un invalido

MARTINSICURO. È l’applicazione del Codice delle leggi antimafie a declinare il caso: quello di una giovane donna di etnia rom a cui il tribunale dell’Aquila ha sequestrato immobili ed auto perché socialmente pericolosa laddove quel socialmente pericolosa nasce dalle condanne riportate, oltre che per droga, per truffe e furti ai danni di anziani. Con una premessa di fondo: nessun reddito legale che possa giustificare la proprietà di due immobili a Martinsicuro e di una macchina per un valore complessivo di 300mila euro.
Ed è un provvedimento, quello disposto dalla sezione misure di prevenzione del tribunale dell’Aquila ed eseguito dalla Divisione anticrimine della questura, che nasce dalla proposta avanzata dal questore Lucio Pennella. Perché garantire la sicurezza di un territorio passa attraverso tutto e servono sempre sguardi molto acuti per avere una visione complessiva delle cose. L’attività della polizia, ovvero della Divisione Anticrimine, è iniziata a febbraio dopo che la donna è stata arrestata con l’accusa di aver derubato in casa un’anziana invalida. Fatti avvenuti a Pesaro. Ma gli approfondimenti della polizia hanno accertato che la donna in passato aveva messo a segno altri colpi di questo genere sempre ai danni di anziani, sempre più vittime di questo genere di reato proprio per la loro vulnerabilità. E la donna, ricostruisce la polizia, di questo ha approfittato sempre con lo stesso modus operandi: fingere di conoscere la persona offesa, intrattenere con la tessa un dialogo magari su figli lontani e malattie per consentire ai complici di entrare nell’abitazione e rubare. Questo dopo che nel 2008 la donna, poco più che maggiorenne, è stata arrestata per spaccio di droga, Ma, sostiene la polizia, nonostante le misure di detenzione e di prevenzione di cui negli anni è stata destinataria avrebbe continuato a commettere reati, prevalentemente furti ai danni di anziani.
«Dagli accertamenti di natura economico-patrimoniale», ricostruire la questura in una nota, «è emerso che la 32enne rom non ha mai prodotto redditi che per consistenza e “serietà” potessero rappresentare la giustificazione degli investimenti e degli acquisti dei beni (la vettura e i due appartamenti) oggetto del sequestro, che rappresenterebbero invece il reimpiego della sua attività illecita. Il sequestro è finalizzato alla successiva confisca, sussistendo il concreto pericolo che gli stessi beni possano essere alienati, sottratti o dispersi».
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